Arrivi e partenze

Anche il calcio mercato è diventato spettacolo. I canali come Sky Sport 24 martellano senza sosta in cronaca diretta le ultime novitá del Transfer Deadline Day. Breaking news che scorrono in basso al teleschermo su sfondo giallo, un rilievo una volta riservato a notizie veramente importanti, ci informano che Anton Ferdinand has joined newly promoted QPR in a deal worth up to 3m o che lo Stoke has confirmed the signing of striker Cameron Jerome from Birmingham, roba seria mica scherzi, emergenze nazionali vere e proprie.

A buffonate finite, e dopo aver sprecato bilioni di sterline, i club si guarderanno intorno e si chiederanno se magari non si siano lasciati prendere dalla foga e dalla pressione. Tony Pulis forse si mangerá il cappello come Rockerduck quando realizzerá che i 10, potenzialmente 12, milioni pagati per Crouch non sono soldi del monopoli ma veri. Così come Steve Bruce si leverá il passamontagna dopo aver rapinato 20 milioni al Liverpool per il giovanissimo, e ancora tutto da verificare, Jordan Henderson.

Vediamo invece alcuni tra gli acquisti piú interessanti: il ritorno di Craig Bellamy al Liverpool potrebbe essere un affare, il gallese ha ancora molto da dare, sia in termini di gol che di testate o colpi con la mazza da golf. Joey Barton agli ordini di Neil Warnock al QPR sembra destinato piú ad incrementare la sua fedina penale che la sua carriera calcistica. Il Manchester City dovrá affittare un altro campo di allenamento perchè i 120 giocatori della prima squadra erano stanchi di fare i turni per effettuare i giri di campo. Scott Parker ha finalmente ottenuto una squadra di Premier League, il Tottenham, che ha anche preso quel simpaticone di Adebayor, il quale sicuramente sará salutato con ghirlande di fiori e cori affettuosi al suo ritorno in zona Islington.

Il Bolton si dice abbia bruciato quattro milioni assicurandosi i servizi David Ngog, un calciatore che ha indossato la maglia di una delle piú gloriose societá del mondo per uno strano gioco di prestigio finito male. Il Chelsea continua a pescare nella penisola iberica, questa volta Juan Mata e Raul Meireles. Il Birmingham, retrocesso e con un padrone in attesa di giudizio, ha venduto  chiunque avesse un minimo valore, anche apparente, di mercato e fará fatica a trovare 11 persone da buttare in campo.

L’Everton esce ancora piú indebolito, sará curioso vedere se David Moyes saprá fare altri miracoli, Joe Cole andrá a perdere chili a Lille, Bendter potrá cercare di far vedere a Sunderland se è un giocatore che può stare in campo per piú di 20 minuti mentre Jenas al Villa dovrá far vedere se è un giocatore, punto.

Ma la cosa piú curiosa durante le ultime ore di mercato è stato l’atteggiamento di Arsene Wenger. Dunque il francese ha, per chi scrive, luci ed ombre. In molti considerano il suo impatto sul calcio inglese rivoluzionario, la sua trasformazione dell’Arsenal noioso , ruvido e cinico di George Graham, l’anno di Bruce Rioch non si considera mai, in quello spettacolare, giovane ed internazionale, soprattutto transalpino, un capolavoro. É stato un passaggio vero e proprio dal Medioevo all’Illuminismo, dai tempi in cui i barbari inglesi si ingozzavano di birra, eggs on toast e heinz beans prima delle partite a quelli in cui un dietista accompagna la squadra con il piano alimentare di ogni giocatore. Sará ma, invincibili o no, un po’ di nostalgia per i vecchi tempi rimane. Wenger è inoltre tremendamente ostinato, orgoglioso al punto di non riconoscere neanche gli errori piú evidenti, lagnoso e testardo. Ma, c’è un ma.

Non ha mai comprato per comprare, speso per dare un nome in pasto ai tifosi, non ha mai strapagato un giocatore, se non costretto, se non lo riteneva all’altezza. Ha sempre puntato sui giovani, molti dei quali sconosciuti prima, ingrati e sciocchi poi. In molti sono cresciuti e andati via alla prima offerta conveniente. Dopo gli otto (!) schiaffi dell’Old Trafford ha probabilmente deciso che era troppo anche per lui, che non si poteva aspettare la maturazione professionale della prossima generazione, bisognava arginare il problema subito, comprando finalmente un po’ di esperienza.Benayoun (31), Mertesacker (27), Arteta (29), Park-Chu Young (25) sono arrivati in extremis. Forse non sará abbastanza per riassestare una stagione iniziata male ma il cambio di atteggiamento del loro allenatore è forse, per i tifosi dell’Arsenal, il segnale piú confortante che si potesse sperare.

Stefano Faccendini

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