Il tormentone

Vediamo se riuscirò a farlo diventare una rubrica vera a propria. Questa settimana deve essere per forza lo scontro Mancini-Tevez. Cosa è successo? Secondo l’allenatore italiano, l’argentino, indispettito per la troppa panchina di questo inizio stagione, si sarebbe rifiutato di entrare in campo nel secondo tempo dell’incontro, a quel punto compromesso, di Champions League contro il Bayern. Per un calciatore, non importa quanto forte, è peccato mortale. Il calcio, a qualsiasi livello, è sport di squadra, i tifosi possono essere innamorati dei singoli ma vogliono vincere, l’interesse ultimo è quello collettivo. Sarà anche un clichè ma nessun giocatore è più grande del club.

Tevez all’inizio, forse in modo un po’ sbruffone, non ha smentito anzi, davanti alle telecamere di Sky, ha semplicemente ammesso che non era entrato perchè non se la sentiva. Poche ore dopo, vista la reazione di Mancini, che le cose non le ha mai mandate a dire neanche da giocatore, ha cominciato a ritrattare. La versione dell’ex West Ham e Man Utd ora è quella del misunderstanding, non avrebbe detto di no a giocare ma a riscaldarsi di nuovo a bordo campo.

Ora, ammesso e non concesso che ci sia stato un malinteso, in totale buona fede, è meno grave? Se sei pagato 200mila sterline a settimana e un allenatore, anche antipatico, che non ti fa giocare, che per te ha sbagliato pure la formazione o le sostituzioni se vogliamo, ti chiede di scaldarti due, tre, dieci volte tu dovresti alzarti, levarti la tuta e muovere i tuoi arti inferiori. Carlito, non è chiedere troppo, fidati, nessuno avrebbe pensato che Mancini ti stesse umiliando.

Anche perchè, a dirla tutta, questa situazione Tevez se l’è autoinflitta. La scorsa stagione era l’indiscusso protagonista, il giocatore decisivo, mr Manchester City. Poi ha cominciato ad agitarsi. Gli mancava la famiglia. Manchester è brutta e il tempo è orribile (ma va!). Nostalgia, pare. Ha puntato più volte i piedi chiedendo di essere ceduto. Nessuno però se l’è sentita di pagare l’ingaggio che gli sceicchi del City al momento, tra un temporale e l’altro, gli versano sul conto della sua banca di Manchester. Nel frattempo però Mancini, che pensava di perderlo, si era premunito e aveva comprato, tra gli altri, Aguero. Sfortuna ha voluto, per Tevez, che il suo compatriota si sia adattato subito, anche troppo bene, alla Premier League e che Dzeko  si sia svegliato, Balotelli sia sia calmato, Nasri si sia trasferito ecc, potremmo continuare per ore visto il numero di giocatori che il taglio di capelli più expensive del calcio inglese sta facendo arrivare nel Lancashire. E si è ritrovato in panca.

Fossi tifoso del City, autentico, non di quelli che stanno comparendo adesso magari dopo aver ripiegato la maglia del Chelsea nel cassetto, sarei stranito non poco con il ragazzo. Hai detto che la città fa schifo, che non ti piace, che te ne vuoi andare, che non sei felice. Tieni il muso lungo, crei polemiche, fai dichiarazioni in tv e sui giornali nonostante un ingaggio che è la metà del PIL argentino. E se ti si chiede, ammesso che sia vero, di scaldarti a bordo campo per due volte tu ti rifiuti??? Il City dovrebbe trasformare la multa in ore di Community Service, dargli la possibilità per davvero di ripagare chi lo ha sempre sostenuto e ha sempre pagato per vederlo giocare.

Stefano Faccendini

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