Senza vergogna

C’è da chiedersi come reagiranno i tifosi del Newcastle United all’ultima notizia che li riguarda. Sembrava che l’odio per Mike Ashley fosse tutto ad un tratto sparito, merito di un inizio di campionato sorprendente da parte degli uomini di Alan Pardew. Niente piú proteste, sit-in, striscioni contro la cd Cockney Mafia. L’oppio dei popoli non è la religione, a quanto pare, ma una striscia di risultati positivi. Proprio quando i sostenitori delle magpies stavano pensando che il loro pasciuto presidente potesse essere di nuovo ammesso a scolarsi qualche pinta in un sorso solo in mezzo a loro, ecco che è arrivata la sorpresa. Il loro amatissimo St James’ Park, la loro cattedrale, il cuore pulsante della nazione Geordie, da oggi si chiamerá Sports Direct Arena in onore della catena di circa 400 negozi di articoli sportivi, tra cui il celeberrimo Lillywhites di Piccadilly Circus mèta di qualsiasi turista a caccia di merchandising scontato, fiore all’occhiello dell’impero dello stesso Ashley. Sono curioso perchè troppo spesso i tifosi del Newcastle si sono autodefiniti come i piú passionali di Inghilterra, classificando come unica una esperienza dal vivo a St James’, con il loro modo di tifare, i cori assordanti, il vivere per la squadra in un’area del paese che offre altrimenti poco, definendo il rapporto con i colori e la tradizione calcistica locale come di altri tempi. Ora è arrivata la sveglia. Approfittando del momento felice della squadra, che ha messo a tacere le contestazioni, Ashley ha deciso di vendere i diritti del nome di quella che è stata la casa del Newcastle dal 1892. Il direttore generale Derek Llambias si è giustificato:

 “I would hope to generate between £8m-10m a year, that will give us another player, to compete we need to go further, we’ve had a fantastic start. The fans want us to buy more players, we need a new striker in January, we’ll need replacements in the summer. We need to give ourselves as much of a chance as possible.”

Si può quindi sacrificare tutto per qualche milione in piú, per un giocatore in piú, come ammeso da lui visto che parla di otto/dieci milioni l’anno (siamo lontani talmente tanto dalle cifre dell’Arsenal o del Manchester City che ci si chiede se ne valga la pena), per arrivare un gradino piú in su, come se questo fosse cosa garantita. È normale, lo ha fatto il Brighton con il nuovo stadio, Il Burton, il Leicester, il Bolton, l’Hull che c’è di strano? Forse che nessuno di questi stadi era il St James’, nessuno di questi impianti aveva la sua storia. Per questo colpisce e lascia attoniti. Tutti coloro che la vedono come una cosa normale e necessaria, che considerano le tradizioni un freno per lo sviluppo futuro, dovrebbero considerare che i soldi spesso finiscono nelle tasche delle persone sbagliate, oggi qui domani chissá, mentre svendere parte della propria identitá è per sempre. Saranno poi così vitali per il futuro del club questi otto/dieci milioni l’anno? O non sará un affare per Mike Ashley apporre nome e logo della sua impresa su cancelli e tribune, sui giornali, sui programmi delle partite e qualsiasi altro tipo di materiale legato al Newcastle?

Stefano Faccendini

2 risposte a "Senza vergogna"

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