Facce da schiaffi

Joey Barton non è un tipo simpatico, lo sa e non gliene frega niente. È opinione comune che il calcio lo abbia salvato dalla prigione, cosa che non è riuscita del tutto, 77 giorni ospite di sua maestà se li è fatti, e per niente con suo fratello. Non si è limitato a picchiare gente qualunque ma anche l’ex compagno di squadra Dabo ancora porta i segni del suo temperamento. Non è quindi una sorpresa se sia fischiato ovunque si rechi. Il suo non è un uscire dalle righe normale, buffo, divertente, Barton mette paura. Sarebbe però più giusto usare l’imperfetto visto che ultimamente l’ex calciatore del Manchester City sta cercando di ricostruirsi una reputazione e un’immagine. Delle sue qualità in campo non si discute, neanche i tifosi avversari possono negarlo, al suo club attuale, il QPR, è una spanna sopra al resto della squadra. Fuori sta diventando un modello di calciatore moderno. Il suo utilizzo intelligente e provocatorio di Twitter lo ha reso un comunicatore. In molti suggeriscono che l’ultimo arrivato nella galassia dei social media sia il preferito degli sportivi perchè ammette al massimo 130 caratteri. Barton li utilizza spesso e volentieri e la gente prende nota, addirittura in un articolo della BBC si legge “…he has reinvented himself on Twitter as a philosophical sportsman to rival Eric Cantona in his heyday….” forse un commento generoso ma ciò non toglie che, come a tutti, anche a lui dovrebbe essere data una seconda possibilità. La sua espulsione contro il Norwich è stata ridicola, sarebbe ora che non venisse giudicato solo in base alla sua reputazione.

Dopo il derby di Manchester invece Alex Ferguson ha consigliato a Rooney di farsi una ragione del morboso interesse nei suoi confronti:  “…There is absolutely no problem with Wayne Rooney…you hear this stuff all the time and what Wayne has to realise is the media have another Paul Gascoigne…they have a headline maker, whether it is good or bad, and Wayne is going to have to suffer that…”. Mi permetto di differire da Sir Alex. Gascoigne era un genio. Matto, è vero, ma un genio. Rooney ha grinta, segna gol, sembra un bulldog ma Gascoigne era magia. I suoi anni al Tottenham, prima dell’infausta finale di FA Cup del 1991, rimarranno scolpiti nella memoria di chi lo ha visto giocare. E Gazza sapeva qual’era il suo posto, con i suoi amici di sempre, con Jimmy Fivebellies, non provava a farsi ammettere nello showbitz seguendo la scia dei Beckhams, rottava nei microfoni e nascondeva stronzi nella doccia dei compagni di squadra come un ragazzino scatenato in campeggio. Cercate su internet le foto di Gascogine, ce ne sono moltissime di gioco ma altrettante buffe e divertenti, così come gli aneddoti raccontati dai suoi ex compagni e allenatori, anche quelli seri come Zoff. Rooney è finito sulle prime pagine dei giornali perchè è andato con una prostituta mentre la moglie era incinta, molto più squallido. Per me non è un paragone che regge quello fatto dal manager dello United. Ma è normale che cerchi di proteggere l’ennesimo dei suoi giocatori che offre alla stampa scandalistica colonne di inchiostro gratis. Forse per questo ha richiamato Paul Scholes, gli serviva gente per bene e pulita.

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