Questione di principio o di paura.

Non ho fatto in tempo ad inserire il post su Capello qui sotto che “il mascellone” ha deciso di andarsene. Il sottoscritto però non crederá mai alle ragioni da lui date per questo tempestivo addio. Si può dire qualsiasi cosa del tecnico friulano ma una cosa non si può negare, che sia una persona furba ed esperta. Conosce il calcio ed i calciatori che poi il suo approccio non sia gradito spesso dai secondi e che i tifosi non sempre abbraccino il suo stile di gioco è un’altra questione.

Che lui non sapesse come sarebbe finita questa storia è impossibile. Il suo comportamento è stato dall’inizio volto a provocare l’inevitabile scontro con la FA che lo avrebbe poi lasciato con la sola scelta delle dimissioni per salvare il suo onore e riparare al danno di “lesa maestá”. Il suo capitano questa volta era indifendibile, avrebbe douto parlargli da uomo spiegandogli, se ce ne fosse stato bisogno, il motivo della sua scelta. Con la sua difesa ad oltranza, di una persona che in passato gli aveva anche remato contro, in una questione così delicata era normale che si finisse con la rottura. Capello giá da tempo aveva dimostrato segni di insofferenza, sempre per la storia della fascia da capitano, una volta realizzato che la figuraccia del mondiale aveva azzerato il suo credito nei confronti di pubblico e media. Il “Terrygate” è stato abilmente manovrato per fornirgli un alibi, l’idea di un altro fallimento agli Europei era impossibile da sopportare per un allenatore che ha fatto dell’aggettivo “vincente” il suo attributo personalizzato.

Vittorie col Milan seguite da Real Madrid e Roma poi la calata; la Juventus della Triade, gli scudetti revocati, la tifoseria del Madrid che non lo vuole, il mondiale 2010 terminato con un’umiliazione. Il suo CV macchiato, la sua dichiarazione, la panchina dell’Inghilterra come ultimo incarico, da cancellare. Non può dare l’addio ora. Il suo orgoglio lo spingerá verso un altro lavoro ben remunerato in grado di dargli tutte le garanzie di successo che il suo ego possa esigere.

A Londra lascia il miglior record statistico registrato da un allenatore della nazionale inglese e un posto nei FIFA Rankings decisamente piú alto di quello che l’Inghilterra aveva quando è arrivato. Peccato che, come tutti, Ramsey a parte, non abbia portato a termine l’unica missione per cui era stato assunto, vincere.

9 risposte a "Questione di principio o di paura."

  1. Caro Ste’,

    Concordo su tutto cio’ che hai detto. Tuttavia, su una cosa non sono del tutto della stessa opinione.

    Puo’ essere che il Terrygate fosse stato orchestrato ad arte dalla FA per servirgli su un piatto le dimissioni da CT dell’Inghilterra. Ciononostante non mi va di biasimare Capello per la sua decisione di lasciare la guida della nazionale. Cio’ che la FA ha fatto e’ un gesto a dir poco professionale, gesto che chiaramente andava a ledere la figura di Capello all’interno di uno spogliatoio gia’ turbolento e pieno di ego.
    E se questo era cio’ che la FA voleva, temo che non sia stato il miglior momento e ne’ la miglior soluzione.
    Se cosi’ non fosse, e la FA avesse agito in buona fede, cosa che peraltro mi vien difficile da credere, forse non hanno mai conosciuto il vero Capello. Lo sappiamo tutti che quando Capello fa una scelta, giusta o sbagliata che sia, per lui e’ quella e molto difficilmente torna sui suoi passi. Se aveva deciso di continuare con Terry, da buon friulano qual’e’, niente al mondo l’avrebbe ostacolato. A costo di dover lasciare la guida della nazionale.

    Si sa, in Italia e non solo, i tifosi lo odiano per i suoi passati e il suo carattere scontroso e arrogante, io invece un allenatore cosi’ lo vorrei ogni giorno nella mia squadra….

    Un abbraccio,
    Riccardo

    1. Grande Boz, spero tu stia bene. Grazie del commento e di essere venuto sul blog. Io penso che il caso Terry/Anton Ferdinand sia stato usato da Capello, non dalla FA. Per me lui non voleva rischiare un’altra figura meschina agli Europei ma non sapeva a cosa attaccarsi per dare le dimissioni. Per questo ha deciso di fare di questa vicenda una questione di principio, era consapevole che la FA non avrebbe non potuto prendere provvedimenti. Sono anni che spendono soldi per campagne contro il razzismo ed il loro capitano dice quello che dice al fratello del suo compagno di reparto in nazionale? Non potevano permettersi di stare zitti e lui lo sapeva. Se per una scappatella con una ex di un altro compagno lo aveva punito, penso che in un caso molto piu’ grave, perche’ non di carattere privato come l’altro, avrebbe dovuto perlomeno seguire la stessa procedura. L’averlo difeso e’ stata la sua mossa per trovarsi davanti ad un bivio e scegliere la strada che gia’ da tempo aveva deciso di intraprendere.
      Mia opinione.
      un abbraccio.

  2. ”Per me lui non voleva rischiare un’altra figura meschina agli Europei ma non sapeva a cosa attaccarsi per dare le dimissioni”

    E’ anche la sintesi del mio pensiero,cosa oltretutto abbastanza evidente,se si conoscono i fatti e la situazione di Capello e dell’Inghilterra?
    Un allenatore come lui,per il quale conta solo vincere e fare soldi,rinuncia alla possbilità di gloria continentale per una questione di principio?
    Non scherziamo,quella del ”principio” è la storiella che Capello vorrebbe far credere ai poco informati,per cercare in qualche modo di uscire a testa alta.
    In realtà esce da sconfitto e da vigliacco.
    Ed è giusto che sia così,non meritava altro il suo inglorioso regno da ct.

  3. C’è un punto interrogativo di troppo,alla prima frase.

    P.S. O’Neill ti sta dando ragione da vendere,devo ammettere che non mi aspettavo una risalita tanto veloce dei Black Cats.
    (Che batosta al The Hawthorns,però! Anche questa inattesa.)

  4. E pari con gol è stato!
    Mi autocomplimento!
    Anche se immagino che avrai cullato il sogno vittoria fino alla fine.

    Mi permetto di suggerirti uno spunto di discussione che la realtà del nostro football ci offre:il licenziamento di AVB.
    Uno dei segni purtroppo di come il calcio sia cambiato profondamente da quando sono arrivati in Premier investitori stranieri:hanno portato cose buone,ma tante altre meno buone.
    La miope visione del calcio di Abramovich l’ha portato ad allontanare alcuni dei migliori manager sulla piazza negli anni:ora a farne le spese è AVB,che secondo me farà una gran carriera.Intendiamoci,ha anche lui le sue colpe,ma il deragliamento del Chelsea è in gran parte dovuto al decadimento di quelli che sono stati grandi campioni,si,ma del PASSATO.
    Il progetto del portoghese non poteva andare avanti con i rottami del Chelsea di Josè,che oramai al termine della loro carriera hanno imposto la loro legge nello spogliatoio dei Blues di fatto esonerando il loro manager con prestazioni deludenti,ben oltre quello che un naturale calo avrebbe fatto pensare.
    Ora tocca a Di Matteo rimettere,per poco tempo,in piedi la baracca.E lo farà perchè ora i senatori,ottenuto il loro obiettivo,si daranno da fare e il Chelsea migliorerà senz’altro,però Abramovich non avrà risolto alcun problema,ha solo posticipato di qualche mese i guai della sua squadra,che richiede investimenti e diversi pensionamenti.
    Il russo,diciamocelo francamente,è proprio un cretino.
    Prima sborsa 15 milioni per assicurasi AVB,ma poi non ne sposa nei fatti il progetto.
    Contento lui…

    Ora aspettiamo il big match a WHL,e spero che il mio United riesca a vincere.

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