Sul filo di lana

Lo so, parlare di derby nel calcio inglese questa settimana richiama automaticamente quello giocato ieri sera a Manchester. Guardato in tutto il mondo da quasi un miliardo di persone, non è stato un grande spettacolo in campo. Lo United non ha lottato come ci si aspettava che lottasse, soprattutto nel secondo tempo, il solito Paul Scholes l’eccezione. Lato City è stato bello vedere l’entusiasmo del pubblico, meno la mimica di Mancini a bordocampo.

Rimangono 180 minuti di gioco, di fiato sospeso, di sonni agitati, esattamente come a poco più di 40 km di distanza. A Sheffield ne basteranno 90 a regalare gioia e delusione in parti uguali il prossimo weekend. Certo in ballo non c’è il titolo di campioni d’Inghilterra ma il ritorno nel calcio che conta, visto che molti considerano la Championship l’anticamera del paradiso. Dopo 45 estenuanti partite, Sheffield United e Wednesday si trovano alle spalle del Charlton già promosso, con un punto a tenerle separate. Sabato entrambe si troveranno di fronte formazioni già retrocesse ma vuol dire poco. In Inghilterra non ci sono giochi preziosi o tentazioni di scambiarsi favori quando non si ha niente per cui giocare, perchè qualcosa per cui giocare c’è sempre, la dignità. Le Blades andranno a Exeter mentre le Owls ospiteranno il Wycombe. Dopo l’allontanamento di Megson da parte dello Zamparini d’oltremanica, Milan Mandaric, subito dopo la vittoria nel derby, molti tifosi dello Wednesday si sono grattati la testa senza trovare una risposta. Dave Jones è sicuramente un allenatore bravo ed esperto ma non sembrava il momento giusto. Eppure l’ex manager del Cardiff ha dato nuova linfa alla squadra, nove vittorie e tre pareggi in 12 partite non è record da poco, mentre lo United allenato dall’ex Owl Danny Wilson ha risentito forse della condanna a cinque anni per stupro del loro bomber Ched Evans. Mentre il gallese lottava nelle aule di tribunale, i suoi compagni hanno messo insieme un solo punto nelle due ultime giornate consentendo il sorpasso ai rivali cittadini. Una delle due salirà di diritto, l’altra sarà condannata alla lotteria dei play off che di solito non premia mai chi meriterebbe.

Per chiudere questa settimana thriller del calcio inglese saluto la nomina di Roy Hodgson come nuovo allenatore della nazionale. Visto che Capello ha di nuovo deciso di fuggire, sta diventando un serial quitter, peggio di Kevin Keegan, la FA si è trovata nelle condizioni di dover scegliere in corsa. Per volontà del popolo il successore doveva essere inglese. Tutti davano per scontato il nome di Harry Redknapp ma le chiacchiere che lo hanno riguardato in questi ultimi mesi più che mai non lo hanno aiutato. Hodgson ha esperienza, anche internazionale, l’età giusta e un modo di fare decisamente affabile. È un vero gentleman. Se questo basterà ad ottenere un risultato decente agli Europei non si può sapere, se alla lunga riuscirà a domare una truppa di ego non indifferenti, nemmeno. Auguri.

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