Ritorno al passato

Nel 1825 Darlington divenne famosa per essere una delle fermate lungo il  primo tragitto ferroviario per passeggeri al mondo. La città, cresciuta molto in importanza durante l’epoca vittoriana, grazie anche all’operosità della comunità quacquera, contava sul cricket come primo sport e come primo intrattenimento a metà del XIX secolo. Verso il 1860 il calcio cominciò a prendere piede, nel 1883 si decise di fondare un club che potesse tenere testa agli altri della zona. Il Darlington Football Club nello stesso anno iniziò a giocare nello stadio di Feethams, fino ad allora usato solo per il cricket.

Feethams, capacità 8500 posti, rimase la casa dei Quakers per 120 anni. Situato vicino al centro della cittadina del Nord Est, prima di essere mandato in pensione non si riempiva neanche a metà. A parte due stagioni nella vecchia Second Division negli anni ”20 il Darlington ha sempre vivacchiato tra i dilettanti e gli ultimi due gradini della Football League. Una vita non gloriosa ma dignitosa, orgogliosa delle proprie radici, forte dei legami con la propria comunità. Fino al 2003.

Nel 1999 un ex pluripregiudicato diventato miliardario, George Reynolds, decise di comprarsi il club. Come tante altre persone che scambiano una squadra di calcio per un capriccio del proprio ego, Reynolds, all’apice della sua fortuna volle per forza far parte di quel mondo. Comprò il Darlington, allora come quasi sempre impegnato nell’ultimo gradino del calcio professionistico inglese, e proclamò, come tanti altri megalomani, di voler portare la sua squadra “del cuore” in Premier League. Non ci riuscì ovviamente. La promessa che mantenne fu, invece, quella del nuovo stadio.

Attaccato all’autostrada, chiunque sia andato a Middlesbrough da Londra in macchina non può non aver notato la cattedrale nel deserto, l’umilmente battezzato Reynolds Arena era un impianto da 25mila posti. Nonostante l’ex ospite delle regie galere di sua Maestà avesse ripianato i debiti, costruito un futuro e promesso acquisti importanti, poi saltati per diversi motivi, Gascoigne e Asprilla su tutti, i tifosi non potevano non chiedersi chi avrebbe riempito i rimanenti 21\22 mila posti oltre la media spettatori dell’epoca da lui gentilmente regalati.

L’impianto non era aperto da neanche un anno quando colui che gli aveva dato il nome era tornato dietro le sbarre. Da allora il Darlington è entrato in amministrazione tre volte, è retrocesso prima in Conference e poi, qualche settimana fa in Conference North. Il numero di spettatori negli anni ha raramente superato le 2000\2500 unità a parte qualche gara con i rivali storici dell’Hartlepool, il panorama che si presentava a chiunque si presentasse in quello che è diventato negli anni New Stadium, Williamson Motors Stadium, Darlington Arena, 96.6 TFM Darlington Arena, Balfour Webnet Darlington Arena, Northern Echo Darlington Arena, era triste e desolante. Le manie di grandezza di un magnate improvvisato avevano regalato ai tifosi dei Quakers una prigione di plastica con dei costi di mantenimento stratosferici e totalmente fuori portata, considerando i magri bilanci della società.

Dopo l’ennesimo periodo di amministrazione controllata, le solite delusioni, l’inevitabile retrocessione, l’appello ai tifosi, la formazione di un trust, è stato finalmente annunciato che il Darlington FC lascerà il Whatever Stadium e cercherà ospitalità nei dintorni della zona dalla prossima stagione.

Per molti potrebbe rappresentare un passo indietro. Per i Quakers sarà probabilmente il primo atto della rinascita.

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