Bilanci

Nonostante manchino ancora un paio di spareggi per mettere la parola fine, è ora di fare un breve bilancio della stagione 2011/12. Probabilmente era dalla vittoria di Anfield ad opera dell’Arsenal nel 1989 che non si viveva un finale di stagione così rocambolesco e avvincente nella top division. Non tanto per il risultato richiesto al City, una vittoria casalinga contro un QPR che fuori casa era stato fino ad allora imbarazzante, ma per come è maturato. Dati per sicuri i tre punti dello United, gli uomini di Sir Alex difficile che tradiscano quando hanno una chiara missione da compiere, toccava al City non rovinare tutto facendosela addosso proprio sul piú bello. Invece sembrava proprio che la partita avesse preso quella piega. Illusione e disperazione. Quando gli ospiti sono rimasti in 10 per l’espulsione di, chi altri, Joey Barton, sembrava che alla truppa allenata da Mancini non toccasse che una formalitá. E invece a tempo scaduto il risultato li vedeva soccombere 1-2. Ora, cosa sia successo nell’Olimpo del calcio non è dato saperlo ma qualche dio si è divertito a giocare con le coronarie dei tifosi. Vincere un campionato contro i tuoi acerrimi nemici con un gol in pieno recupero va oltre ogni immaginazione, neanche Nick Hornby avrebbe scelto un finale tanto surreale per un suo romanzo.

Rimangono le polemiche sugli illimitati fondi arabi, sul titolo comprato da parte del Man City e non conquistato, costruito sul campo. Si disse la stessa cosa del Blackburn di Sir Jack Walker  17 anni fa, non se ne ricorda piú nessuno.

Alle spalle delle due formazioni di Manchester si affermano i club vicini del nord di Londra. L’Arsenal deluderá anche i suoi tifosi ma non manca mai un podio, il Tottenham ha pagato le chiacchiere che volevano, a quanto pare senza fondamento vista la scelta finale, Redknapp sulla panchina della nazionale inglese proprio quando stava esprimendo il miglior calcio della Premier. Per terminare il discorso sulle squadre della capitale e la Champions, non si può non riconoscere il miracolo Chelsea. Roberto Di Matteo avrá ancora molto da dimostrare come tecnico ma di sicuro ha dimostrrato di essere una persona intelligente. Ha rispolverato un approccio difensivo che Villa Boas aveva letto forse solo nei libri di storia e ha ridato il potere ai senatori, a quella spina dorsale che in molti avevano messo in dubbio, compreso chi scrive, e che invece, con un colpo di coda e di carattere, ha permesso al trofeo continentale piú ambito di arrivare finalmente a Londra. Cech, Terry, anche se ha mancato la finale e solo per colpa sua, Lampard e Drogba sono stati protagonisti dall’inizio alla fine. Hanno Lasciato la Premier i Wolves, folle licenziare McCarthy per lasciare la squadra in lotta per non retrocedere ad un allenatore, Terry Connor, senza alcun esperienza, Blackburn, ammirevole il coraggio di Kean e della societá che prima gli dá fiducia e poi lo esonera a discesa avvenuta, e, con qualche sorpresa il Bolton di Owen Coyle, lui riconfermato anche in Championship.

Le sorprese: di sicuro il Wigan di Roberto Martinez, rimasto tra i “grandi” contro ogni pronostico, il cui valore era stato dimostrato anche quando era allo Swansea, continuato poi a prosperare sotto Brendan Rodgers. I gallesi hanno spesso dato lezione di gioco, venendo nominati in articoli insieme al Barcellona in quanto tra i piú abili in Europa nei passaggi e nel possesso palla. Infine il Newcastle; nonostante il presidente, Alan Pardew ha effettuato un mezzo miracolo al St James’, vedremo se l’anno prossimo Martin O’Neill sará in grado di emularlo a pochi km di distanza. Tra le sorprese negative la medaglia d’oro va al Villa. Randy Lerner ha dato fondo al credito che aveva accumulato negli anni con i tifosi ingaggiando Alex McLeish, ex allenatore dei rivali cittadini del Birmingham. Fosse stato Mourinho, forse la scelta avrebbe avuto un senso, ma parlando di un tecnico che ha guidato praticamente i Blues in Championship non si è veramente capito quali qualitá misteriose l’americano avesse visto nell’ex giocatore dell’Aberdeen. Ed infatti con i Villans finiti pericolosamente vicini alle ultime tre è arrivato l’esonero, chi dice che i tifosi non capiscono di calcio dovrebbe prendere questo come esempio per ripensarci. Dietro al Villa non può non piazzarsi il Liverpool. E mi intriga vedere come su internet si voglia commentare con sorpresa l’esonero di Dalglish. Nessuno toglierá allo scozzese l’affetto e la stima del popolo dei Reds ma lui, come tanti altri ancora alla disperata ricerca di un ultimo contratto, dovrebbero capire quando è ora di farsi da parte. O ti fai una tirata di 30 anni in panchina, come Ferguson, o se preferisci abbandonare per giocare a golf poi è meglio rimanerci. Il Liverpool è spesso apparso con le idee confuse e se Dalglish ha terminato la stagione, al contrario di Hodgson lo scorso campionato, è stato solo grazie al suo cognome e al suo prestigio sulla riva rossa del Mersey.

Salgono dalla Championship Southampton, secondo, e West Ham, via play off, entrambi dati tra i favoriti alla partenza, mentre ha stupito il cammino del Reading. McDermott è destinato ad una grande squadra, resta solo da vedere da quando.

Mentre vengono promossi i Saints fa tristezza vedere i Pompey andare in direzione opposta. Come giá detto su questo blog la colpa non è certo degli attuali giocatori o della piazza, si pagano gestioni allegre e debiti accumulati in precedenza. Charlton e Sheffield Wednesday tornano nella serie cadetta, il terzo posto sará un affare tra Sheffield United, privato dalla giustizia di Sua Maestá dei gol del bomber Ched Evans proprio in volata finale, e l’Huddersfield di Jordan Rhodes, 40 reti in 44 presenze quest’anno ma a quanto pare not good enough per Roy Keane quando era all’Ipswich.

Approdano in League One Swindon, Shrewsbury e il sorprendente Crawley in attesa dello spareggio di domenica prossima tra Cheltenham e Crewe.

Dopo mille vicissitudini un applauso allo York City che torna in Football League alle spese del Luton Town, sconfitto nei play off per il secondo anno consecutivo, insieme al Fleetwood Town, per la prima volta nel calcio professionistico. Le malelingue parlano di un altro Crawley, squadre che nelle serie minori hanno delle capacitá finanziarie talmente importanti,e non sempre trasparenti, da vincere il campionato a mani basse. Vedremo. Abbandonano i professionisti Hereford e Macclesfield.

Ultime note: il Wimbledon ha terminato con onore il primo campionato nella Football League dal fattaccio di MK. L’FC United di Manchester ha perso la finale dei play off e rimane al sesto gradino della piramide.

Oltre il Muro di Adriano il Celtic penso abbia vinto il primo di una serie di titoli per mancanza di avversari. Con i Rangers vicini al fallimento e costretti a vendere giocatori per ripianare le perdite non si vede onestamente da dove possano arrivare i futuri antagonisti. Non credo che il Motherwell possa rappresentare una minaccia seria nè lo saranno le formazioni di Edimburgo. Nella finale di Coppa di Scozia, per la cronaca, gli Hearts hanno battuto gli Hibs, finiti penultimi sopra il retrocesso Dunfermline, 5-1. Il calcio scozzese è da rifondare, vediamo se prima della prossima stagione si riuscirá a prendere qualche decisione sensata e volta a salvarlo.

Prima delle ferie gli Europei. Cosa aspettarsi dalla prima squadra inglese che lascia l’aeroporto di Luton senza nessuna aspettativa di vittoria? In molti firmerebbero per un passaggio al secondo turno. Hodgson non ha convinto tutti ma il torneo continentale è sempre ricco di sorprese, basti ricordare la Danimarca nel 1992 e la Grecia nel 2004. Certo non è detto che la cosa si ripeta però…

4 risposte a "Bilanci"

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