Archive

Archive for giugno 2012

Memoria corta

25 giugno 2012 Lascia un commento

Fine. La truppa di Roy Hodgson torna a casa. Aspettative eccessive o no, allenatore inglese o no, il risultato non cambia. E poco conta l’essere imbattuti. Era successo anche nel 1982, nel 1996, nel 2006, e se si esclude la finalina di Bari anche nel 1990, ma sempre a casa in anticipo si è tornati. Non giova neanche maledire i rigori, alla fine si sa che se si cerca solo di non prenderle, quello è il massimo cui si può aspirare.

Ieri l’Inghilterra ha meritato di uscire. Verdetto unanime, stampa italiana, inglese, internazionale. E allora? Da quando chi merita vince per forza? Con poca preparazione e una squadra in rodaggio Hodgson ha puntato su schemi familiari e tattiche di facile applicazione. E si è beccato una dose ridicola di critiche. La Grecia ha vinto in questo modo la stessa competizione otto anni fa. Mourinho che difende con 10 giocatori è considerato un genio. La storia azzurra è piena di eroiche imprese difensive con i vari Baresi, Nesta, Maldini, e pure Iuliano, definiti sontuosi e imbattibili. John Terry a Kiev lo è stato altrettanto ma in pochi lo hanno notato. Sì, è vero, ieri l’Inghilterra si è difesa, czzo bisogna ammetterlo come una colpa. Per decenni vittima di squadre più ciniche ha fatto lo stesso gioco e nessuno sembra volergliela perdonare salvo poi sogghignare con sufficienza al solito calcio britannico che non impara mai nel caso si giochi tutti in avanti e si prenda gol in contropiede.

La verità è che ieri, tentativo dopo tentativo fallito dall’Italia, ad un certo punto sembrava che si dovesse ripetere per la nazionale la stessa sorte del Chelsea in Champions, squadra aiutata da una certa dose di fortuna dal momento in cui un nuovo manager ne ha sostituito uno non troppo amato. Non è andata così, amen ma almeno il risultato è stato incerto fino alla fine. Cioè, se vogliamo, ieri ha rischiato solo la formazione di Prandelli, favorita in partenza e sfavorita ora nelle semifinali. Non solo per la stanchezza ma per i pochi gol segnati che hanno generato il magro bottino di tre pareggi e una vittoria contro la formazione più scarsa di questo europeo. Se basta il rigore di Pirlo per mandare in visibilio una nazione, vuol dire che i tempi sono più magri di quello che pensavo.

Da parte mia un grande in bocca al lupo a Roy Hodgson per le qualificazioni ai mondiali del 2014, e che faccia giocare la squadra come reputa più opportuno, tanto qualche cecchino pronto ad impallinarlo a parole lo troverà sempre e comunque.

Categorie:nazionale

Prova di maturità

21 giugno 2012 Lascia un commento

L’Inghilterra che non ti aspetti. Fuori Carroll e dentro Rooney, il resto rimane uguale. Schemi, determinazione, approccio un po’ piú cauto, quasi continentale direi, merito di Hodgson che di esperienza in giro ne ha fatta parecchia. A chi dice che gioca male risponderei che per una volta gli inglesi hanno disputato una partita matura. Hanno corso pochi rischi, gol fantasma a parte l’Ucraina ha provato per lo piú da lontano, e hanno vinto con il minimo sforzo anche se serviva un solo punto. Primi nel girone, non ci avrebbe scommesso nessuno. Benzema, Ibrahimovic, persino Shevchenko, tutti erano dati come possibili mattatori nello scontro diretto contro Gerrard e compagni. E invece il capitano sembra godere di ottima forma, e di spazio che prima gli era tolto in modo sistematico da Lampard, Terry, ancorato al limite dell’area, pare beneficiare dell’assenza di Ferdinand, Parker sbuffa e ringhia come può. Niente di entusiasmante certo, ma già oltre le attese. Bello giocare senza dover soddisfare aspettative impossibili e ingiustificate. Bello partire con un allenatore che neanche conosci ma che rispetti. Niente polemiche, niente annunci trionfali, niente wags ma neanche sergenti di ferro dalla mascella quadrata che ti trattano da bambino in gita scolastica. Per una volta l’Inghilterra sembra una squadra, normale, unita, in terra straniera per giocare e non per far aumentare la tiratura dei tabloid. Se poi ci riusciranno per meriti sportivi tanto meglio. L’Italia è data favorita, alla truppa di Roy va bene così. Anche il Chelsea è arrivato fino in fono in CL contro ogni pronostico. Vediamo che succede domenica.

Categorie:nazionale

Le scelte di Roy

16 giugno 2012 2 commenti

Ok, la Svezia non e’ la Spagna. Ok, Ibrahimovic non e’ un giocatore. Pero’, secondo il principio secondo cui puoi battere solo l’avversario che hai di fronte, l’Inghilterra ha offerto una bella prestazione contro gli scandinavi, contro cui, tra l’altro storicamente i risultati non sono mai stati eccezionali. I 90 minuti sono stati piacevoli, intensi e anche emozionanti. La maglietta da trasferta in blu mi piace. Vero, la tradizione la vorrebbe rossa ma e’ anche vero che il blu e’ scomparso totalmente dalla prima maglia e che lo stemma con i tre leoni e’ ora totalmente rosso. Dopo una leggera flessione con la precedente divisa da gioco, la Umbro e’ tornata  a colpire nel segno.

La cosa che mi fa piu’ piacere sono i complimenti ad Hodgson, che reputo persona seria e allenatore spesso sottovalutato. In molti avranno fatto delle smorfie nel vedere Carroll in avvio. Solita Inghilterra pronta a giocare le palle lunghe sulla torre la’ davanti. Lo stacco di testa dell’attaccente del Liverpool e’ stato magistrale e dovrebbe aver fatto chiudere il becco a piu’ di una persona. Meno impressionante e’ stato lo stacco di Mellberg in occasione del vantaggio svedese, dormita colossale della difesa. A quel punto, in molti avrebbero scommesso sulla sconfitta. Invece seconda scelta azzeccata del neo manager. Walcott. Sebbene il pubblico sempre meno competente ma piu’ esigente, per qualche misteriosa ragione, dell’Emirates, stia perdendo la pazienza nei confronti dell’ex ragazzino prodigio, il sottoscritto lo reputa ancora giocatore che, in giornata, e’ in grado di cambiare una partita, soprattutto se usato a gara iniziata. E cosi’ e’ stato. A parte il gol, da fare una foto al portiere svedese per ricattarlo in anni futuri, l’azione e l’assist per il gol di Wellbeck, bellissimo, sono stati da cineteca.

Durera’ questo ottimismo, questa fiducia in Hodgson? Le centinaia di tifosi che questa volta hanno deciso di non viaggiare, se ne pentiranno?

Come detto, non c’e’ nulla da perdere e l’Ucraina non e’ avversario imbattibile. Avanti.

Categorie:nazionale

Comfort zone

12 giugno 2012 Lascia un commento

Una cosa mi ha sorpreso piú di altre in occasione del debutto inglese agli Europei. No, non la tattica, il gioco, la formazione o la noia. Niente di tutto questo. Non mi aspettavo di vedere tanti posti vuoti e una presenza meno massiccia del solito di Union Jack e croci di San Giorgio in tribuna. I prezzi esorbitanti degli alberghi ucraini? Dubito, i tifosi britannici sono famosi per adattarsi a qualsiasi tipo di difficoltá logistica e  non solo. La mancanza di fiducia nelle truppe allenate da Roy Hodgson? Non credo, le presenze non sono mai diminuite neanche in periodi molto piú deprimenti dell’attuale. Come da escludere che siano stati gli appelli a non andare per via dei tifosi di casa xenofobi e razzisti, i sudditi di Sua Maestá hanno dato dimostrazione per decenni di  non temere confronti del genere. Non so sinceramente a cosa imputare il calo, forse è stato un insieme di cose, forse a un disinnamoramento, dovuto, per il calcio internazionale.

Magari tutto tornerá alla normalitá giá contro la Svezia e allora qualche migliaio di sostenitori si sará perso soltanto 90 minuti di noia mortale contro la Francia. Era caldo. Umido. L’erba era alta. Scuse sentite e risentite. Se in molti criticano gli inglesi da non sottovalutare il ruolo dei favoriti francesi, accumulare calci d’angolo non ha mai dato spettacolo. A Hodgson si può rimproverare poco. Il tempo di due amichevoli, entrambe vinte per 1-0, e poi il debutto. Non una situazione oggettivamente facile, se si va oltre la teoria del “non ha nulla da perdere” vista la fretta con cui ha dovuto fare tutto. Il solito 4-4-2 tanto criticato penso sia stata una scelta forzata. Impossibile varare rivoluzioni tattiche e imbastire improbabili schemi. L’ex allenatore dell’Inter ha dovuto concentrarsi su giocatori, ruoli e tattiche familiari, non c’era nè spazio nè tantomeno tempo per lasciarsi andare ad esperimenti.

Un altro 1-1 dopo quello del debutto mondiale di due anni fa contro gli USA. Un’altra incertezza del portiere, in Sud Africa si trattò di vera e propria papera, per il gol subito. Se l’ultimo gol in una fase finale di una competizione era stato firmato da un centrale, Upson contro la Germania, adesso si è ripartiti da Lescott, sempre di testa.

Eppure questo immobilismo tattico come lo chiamano gli espertoni della RAI che non vedono di bollare gli ex maestri con il loro personale timbro di qualitá, rappresenta una continuitá che dá quasi conforto. Questo calcio sempre rivolto al futuro, le lodi smielate per il fraseggio estenuante degli spagnoli, l’atleticismo di una giovane Germania piena di turchi, arabi, polacchi e dal centravanti dal nome teutonico come Mario Gomez, il calcio totale sulla carta degli olandesi, sono tutte cose che stancano.

Vuoi mettere? Un buon portiere, due centrali da trincea, due terzini buoni in fase di attacco, meno in quella difensiva, una giovane ala, un centrocampista di altri tempi a fianco di un capitano sul viale del tramonto, un inesperto attaccante che rimpiazza il giocatore piú forte squalificato per un inutile fallo di stizza, un altro esterno che spesso non è stato neanche titolare della sua squadra di club piú un altro attaccante forte ma meno di quello che pensa . Aggiungete una bella maglia, un inno nazionale da cantare a petto in fuori e un allenatore finalmente con il passaporto giusto. Che si può volere di piú? Arrembaggi all’arma bianca stile anni 70/80 nelle coppe europee? Non c’è fiato. Per una volta non ci si aspetta proprio nulla, questo potrebbe essere l’aspetto piu’ positivo. Se si riuscisse a stupire con Roy e il piu’ classico degli schemi, parecchia gente si dovra’ mangiare il cappello come Rockerduck. Se si dovesse tornare a casa tra due gare, sara’ stato rispettato il pronostico e bunanotte.

Categorie:nazionale