Memoria corta

Fine. La truppa di Roy Hodgson torna a casa. Aspettative eccessive o no, allenatore inglese o no, il risultato non cambia. E poco conta l’essere imbattuti. Era successo anche nel 1982, nel 1996, nel 2006, e se si esclude la finalina di Bari anche nel 1990, ma sempre a casa in anticipo si è tornati. Non giova neanche maledire i rigori, alla fine si sa che se si cerca solo di non prenderle, quello è il massimo cui si può aspirare.

Ieri l’Inghilterra ha meritato di uscire. Verdetto unanime, stampa italiana, inglese, internazionale. E allora? Da quando chi merita vince per forza? Con poca preparazione e una squadra in rodaggio Hodgson ha puntato su schemi familiari e tattiche di facile applicazione. E si è beccato una dose ridicola di critiche. La Grecia ha vinto in questo modo la stessa competizione otto anni fa. Mourinho che difende con 10 giocatori è considerato un genio. La storia azzurra è piena di eroiche imprese difensive con i vari Baresi, Nesta, Maldini, e pure Iuliano, definiti sontuosi e imbattibili. John Terry a Kiev lo è stato altrettanto ma in pochi lo hanno notato. Sì, è vero, ieri l’Inghilterra si è difesa, czzo bisogna ammetterlo come una colpa. Per decenni vittima di squadre più ciniche ha fatto lo stesso gioco e nessuno sembra volergliela perdonare salvo poi sogghignare con sufficienza al solito calcio britannico che non impara mai nel caso si giochi tutti in avanti e si prenda gol in contropiede.

La verità è che ieri, tentativo dopo tentativo fallito dall’Italia, ad un certo punto sembrava che si dovesse ripetere per la nazionale la stessa sorte del Chelsea in Champions, squadra aiutata da una certa dose di fortuna dal momento in cui un nuovo manager ne ha sostituito uno non troppo amato. Non è andata così, amen ma almeno il risultato è stato incerto fino alla fine. Cioè, se vogliamo, ieri ha rischiato solo la formazione di Prandelli, favorita in partenza e sfavorita ora nelle semifinali. Non solo per la stanchezza ma per i pochi gol segnati che hanno generato il magro bottino di tre pareggi e una vittoria contro la formazione più scarsa di questo europeo. Se basta il rigore di Pirlo per mandare in visibilio una nazione, vuol dire che i tempi sono più magri di quello che pensavo.

Da parte mia un grande in bocca al lupo a Roy Hodgson per le qualificazioni ai mondiali del 2014, e che faccia giocare la squadra come reputa più opportuno, tanto qualche cecchino pronto ad impallinarlo a parole lo troverà sempre e comunque.

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