Team GB

Dico la verita’: ora che le Olimpiadi sono finite, con tutto il rispetto per le Paraolimpiadi, e la stagione calcistica sta per iniziare, tutto sembra tornare a posto. Non che io abbia snobbato i giochi olimpici ma per una serie di ragioni non ho potuto viverli. Mi sarebbe piaciuto andare a curiosare ma ogni biglietto possibile per il solo accesso al parco olimpico era andato. I tagliandi rimasti per discipline come tuffi, lotta grecoromana ecc venivano venduti a prezzi esorbitanti. Mai stato un grande fan delle Olimpiadi, non mi entusiasmo ogni quattro anni per sport per i quali non ho mai avuto il benche’ minimo interesse. Tutta la gente che ora, sull’onda dell’entusiasmo, prende questi atleti come esempio di virtu’ e di sacrificio, andrebbe interrogata tra qualche settimana, in pochi si ricorderanno i nomi delle persone che sono salite sui vari gradini dei podi. 420 sterline (face value) per un posto serale a guardare l’atletica mi sembra un’esagerazione, poi dicono che il calcio sia caro. Il lamento costante di quanto si spende nel football e’ poco giustificato, si andasse a guardare quanto il governo inglese ha investito per finanziare allenamenti e preparazione in vista di London 2012, o pensiamo che il record di medaglie della Gran Bretagna sia dovuto all’aria di casa? Sara’ curioso vedere come Cameron, che sta tagliando tutto il tagliabile, possa continuare a sostenere certe spese per mantenere il prestigio sportivo della nazione. Che gli inglesi si siano dimostrati ottimi organizzatori e padroni di casa, un pubblico caloroso, responsabili nell’utilizzo delle auto e dei mezzi pubblici (traffico inesistente per due settimane) per rispetto dei visitatori, geniali nell’organizzare la cerimonia di apertura e ottimi anfitrioni per la festa di chiusura, non e’ una sorpresa per chi li conosce. C’e’ sempre il desiderio di dare il massimo, di promuovere il meglio della propria immagine, di organizzare le cose in modo meticoloso cosi’ da lasciare tutti soddisfatti dell’esperienza. Ma questo e’ vero ogni anno a Wimbledon, ad Ascott per il Sei Nazioni, per il Chelsea Flower Show! Quando da queste parti si organizzano le cose, lo si fa per bene, c’e’ in gioco l’orgoglio e la dignita’ di un nazione.

Parlando dell’aspetto sportivo, la cosa che mi ha lasciato piu’ interdetto, oltre al comportamento da star di alcuni atleti di sport sulla carta “minori”, e’ stato il Team GB nel calcio maschile. Ora, premettendo che io il calcio lo escluderei dalle Olimpiadi, forse lascerei quello femminile, l’unire tutti i paesi della Gran Bretagna sotto la Union Jack mi e’ sembrata una forzatura esagerata. Puo’ funzionare per ogni altro sport ma nel calcio sa di truffa. Come un mio amico ha giustamente sottolineato “almeno Giggs sapra’ che vuol dire essere inglese e perdere un quarto di finale ai rigori” ma a parte quello veramente pochi sono stati i momenti da ricordare. E non capisco neanche Pearce, le cui capacita’ manageriali andrebbero seriamente valutate, che non ha convocato un singolo giocatore scozzese. Nessuno all’altezza? Non scherziamo, voleva scegliere la squadra per arrivare alla medaglia d’oro? Non scherziamo di nuovo, avrebbe forse dovuto fare una cosa simbolica, convocare, magari poi non facendoli giocare, esponenti di ogni federazione e perche’ no, anche David Beckham che per questi giochi ha dato l’anima in sede di assegnazione della candidatura. Nel calcio non esiste un Team GB, speriamo che in Brasile non si ripeta l’esperimento.

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