Giustizia è sfatta

Ieri tutti i quotidiani inglesi in prima pagina davano spazio al discorso del Premier David Cameron che, a nome di un’intera nazione, chiedeva scusa per le indagini farsa e la tortura emotiva a cui erano state sottoposte per 23 anni le famiglie delle vittime della tragedia dell’ Hillsborough. Cameron ha parlato di “…double injustice in the failure of the state to protect their loved ones and the indefensible wait to get to the truth…”

23 anni fa il governo conservatore della Thatcher neanche si sognò di mettere in discussione i rapporti della polizia sulla tragedia: nonostante facessero acqua da tutte le parti, nonostante andassero contro qualsiasi testimonianza di chi era sopravvissuto. Ora un altro primo ministro conservatore ha dovuto alzarsi in parlamento, abbassare la testa e dire “perdono, ci siamo sbagliati”.

Basta? Direi di no. Non bastano le sue scuse accompagnate dalle promesse di riaprire le indagini. Non bastano le scuse dello Sheffield Wednesday, che non aveva nessun rimorso all’epoca a rischiare la vita dei propri tifosi e di quelli ospiti ammettendoli in un impianto assolutamente a rischio. Non bastano quelle della FA, al corrente all’epoca che Hillsborough non aveva un certificato di agibilità e sicurezza e non avrebbe mai potuto ospitare una semifinale di FA Cup. Non bastano quelle della South Yorkshire Police che parla di mele marce, di comportamento assurdo da parte di alcuni colleghi che falsificarono le carte subito dopo la strage. Non bastano quelle dei giornalisti del Sun che gridando in prima pagina “The Truth” decisero di considerare per vere tutte le infamie che le forze dell’ordine, e il resto delle persone coinvolte, crearono ad arte per coprire i veri responsabili e dare la colpa ai soliti animali, i tifosi del Liverpool.

Sono 23 anni che le famiglie, e tutti i tifosi, conoscono la verità. Se oggi sono arrivate a vedersi riconosciuta la ragione in modo ufficiale è solo per il loro impegno senza sosta. Perchè non c’è sentimento più vivo del dolore, non c’è forza maggiore di quella che è generata dalla sofferenza. Nella consapevolezza di agire nel giusto centinaia di persone non hanno dato tregua al sistema fino a che non ha ceduto.

La sentenza di due giorni fa è stata importante, certo. Ha pulito i nomi delle vittime, se mai ce ne fosse stato bisogno, ma non ha di fatto punito i colpevoli. L’aspetto più disgustoso non è stata la manifesta incapacità nell’organizzare e gestire l’evento, o la negligenza, o la totale mancanza di rispetto per la salute e la sicurezza dei tifosi, all’epoca considerati poco clientela e molto bestiame, ma la valanga di velenose bugie che furono inventate per dare la colpa a chi non poteva più difendersi in quanto morto. È stato accurato che la polizia modificò qualcosa come 160 verbali, furono cambiate ore, testimonianze, sparirono nastri delle telecamere dello stadio, si creò un muro di omertà volto a difendere un sistema assassino.

41 vite avrebbero potuto essere salvate si fosse agito con urgenza. Ma i pregiudizi e l’ottusità nel voler combattere la violenza anche laddove non esisteva a scapito della sicurezza di tutti gli spetattori lo impedirono.

Ogni volta che si parla di Hillsborough, ogni volta che si va Anfield viene la pelle d’oca. Poteva succedere ad ognuno di noi. Quante volte ci si trova in uno stadio in situazioni di assoluta precarietà? Si ama tanto questo sport che non ci si rende conto quanto la nostra sicurezza e la nostra vita, perchè alla fine di quello si tratta, valgano un pugno di euro, di sterline, di vecchie lire.

Non esiste giudice più severo della propria coscienza. Che tutte le persone che ieri hanno chiesto scusa facciano i conti con la propria.

2 risposte a "Giustizia è sfatta"

  1. Un gran bel pezzo Stefano. Ogni volta che penso ai fatti dell’Hillsborough mi vengono i brividi, per il dolore di quelle famiglie, ferite più volte nell’anima negli ultimi 23 anni. Troppe le menzogne, troppe le ingiurie. Ora solo delle scuse del capo del governo non possono lenire le ferite profonde, ma anche quel poco, in Italia ce lo sognamo!

    1. grazie amico mio. paragoni non ne faccio ma tutto questo clamore dei media oggi mi sa un po’ di ipocrisia. si sapeva come erano andate le cose nella realtà, 23 anni per riconescere che le famiglie delle vittime avevano ragione mi sembrano troppi.

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