Un idiota, mille ipocriti

Penso sarà capitato ad ogni vero tifoso di pensare, durante una partita particolamente tesa o importante, di scavalcare recinsioni o vetrate per raggiungere un giocatore avversario, o anche della propria squadra, con intenzioni non proprio pacifiche. Ma non si fa. Mai. Perchè se si ammette la possibilità di assalire i protagonisti in campo allora finisce veramente tutto. Fuori lo stadio è un’altra questione, siamo tutti uguali, ma in campo no.

Quindi definire un idiota il tifoso del Leeds che ha colpito al volto il portiere dello Sheffield Wednesday Chris Kirkland penso sia automatico. Ho poca simpatia anche per lo usually lovely Neil Warnock che ha perso un’altra occasione per tacere quando ha affermato che Kirkland era andato giù come “a ton of bricks”.

L’idiota, pare per giustificarsi, si è difeso dicendo che al fischio di inizio aveva già ingurgitato 10 pinte di cider, una bottiglia di vodka e qualche lattina di birra e che non ricorda niente di quanto successo. Ovviamente lo hanno beccato al volo e condannato a quattro mesi di prigione, tanti o pochi è un altro dibattito.

La prima riflessione ovviamente è come sia stato possibile prevedere uno Yorkshire derby sentito come quello tra Leeds e Wednesday di venerdì sera, dando così possibilità ad ogni idiota di ridursi in stato comatoso causa alcol. Poi come sia stato possibile che sia entrato e uscito in tutta tranquillità dal campo mentre in stadi molto più tranquilli gli steward non ti fanno alzare neanche per andare al bagno.

Niente giustifica però le reazioni scomposte, eccessive e bigotte della solita opinione pubblica che non perde occasione per ripetere pensieri presi in prestito e luoghi comuni sconcertanti. Qualcuno è arrivato a suggerire il blocco alle trasferte per tutti i fans del Leeds. Ora, mi rendo conto che la tifoseria in questione non sia tra le più popolari d’Inghilterra, odiati a Manchester, Londra, resto dello Yorkshire e nel North East per esempio, ma questo approccio italiota alla risoluzione del problema mi sembra ridicolo. Non si puniscono migliaia di persone per la colpa di un singolo, tra l’altro identificato nel giro di poche ore. Conosco sostenitori del Leeds e sono come tutti gli altri, la percezione che ne deriva è soggettiva. La verità è che il tutto è avvenuto davanti alla telecamere e questo ha fatto precipitare la cosa dando automaticamente il diritto di parola a persone che normalmente si occuperebbero di ben altro.

Cori di sdegno nello scoprire come la violenza sia ancora parte del calcio britannico si sono levati da più parti, il che dimostra quanto sempre asserito. Per la maggior parte della gente, ciò che la televisione non racconta, non esiste. E Sky UK si è sempre guardata bene dal raccontare quanto non giovava alla promozione del proprio prodotto calcio, soprattutto in mercati ricchi e lontani.

La realtà invece è ben diversa: risse, scontri, cori più o meno da censurare sono ancora regolari, in numero minore forse ma non sono mai scomparsi. Certo l’era degli hooligans come “movimento”, di assalti alle ends avversarie, di stadi e strade adiacenti trasformati in campi di battaglia, sono finiti. La repressione è stata feroce, il ricambio della base dei tifosi radicale. Quello che vediamo ora in Premier è il risultato di un make up sponsorizzato dalle tv in cui la passione è stata sacrificata sull’altare della sicurezza, intesa come sterilizzazione delle terraces, e del ritorno economico.

Per gli architetti di questa rivoluzione politico-finanziaria e di costume non ha senso che ci siano persone cha ancora cerchino il confronto fisico o sputino il loro odio alla prima occasione.

Eppure allo Stadium of Light domenica già tre ore prima del calcio d’inizio l’atmosfera era quella tesa di sempre per l’arrivo degli odiati geordies. Eliccotteri in cielo, poliziotti a cavallo, cani al guinzaglio, lungo, per scoraggiare i più temerari dall’avvicinarsi troppo.

L’odio nel calcio è troppo radicato e, a volte, il calcio è solo una scusa. È così, sarà sempre così. Che gli ipocriti se ne facciano una ragione e si rendano conto che l’idiota dell’Hillsborough non è che un incidente di percorso.

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Update

Se guardo la data del mio ultimo post, a parte il breve resoconto da Bath, mi chiedo come sia possibile che non abbia trovato un’ora negli ultimi 18 giorni. Eppure è così. Eppure di cose più o meno divertenti ne sono successe! Da dove iniziare? Forse dall’addio di John Terry alla nazionale. Non credo se ne sentirà la mancanza, ci sono difensori centrali bravini col passaporto giusto, il problema è altrove per Hodgson. La cosa buffa, dopo la fine della farsa con condanna da parte della FA per insulti razzisti a danno del capitano dei Blues, è stata la reazione di Ashley Cole che ha scelto twitter per chiamare i responsabili della Federazione abunchoftwats. Geniale. Le sue discese sulla fascia sono inversamente proporzionali al suo quoziente intellettivo anche se nell’occasione non ha detto proprio una cosa del tutto sbagliata. La favola da libro Cuore di Simone Farina arriva in Inghilterra. L’uomo simbolo della resistenza alla corruzione nel calcio italiano sembra aver firmato per l’Aston Villa. Io auguro a Farina tutto il bene del mondo, spero solo per lui che nessuno usi i suoi sani valori per farsi pubblicità (vedi Blatter ad esempio). Dopo le disavventure del Truro di cui si è parlato su questo blog altro food for thought dal mondo del non league football: un paio di settimane fa il Kettering Town si è ritrovato con soli 10 giocatori, compreso il portiere di riserva usato in un altro ruolo, per la partita di campionato contro Bashley (persa 7-0), una squadra che solo nel 2008-09 aveva giocato nella National Conference. Difficile che sopravvivano.

In Scozia i Rangers hanno conosciuto il disonore della sconfitta in Third Division: era nell’aria, chi si aspettava una goleada a settimana si è dovuto ricredere. Sarà che gli uomini di McCoist non siano abituati a certi campi, sarà che gli avversari centuplichino le proprie energie ma il club di Ibrox sta trovando la vita nel gradino più basso della SFL alquanto difficile. Davanti a 3571 tifosi, pochi forse in assoluto ma tanti se si considera la media di 625 dello Stirling Albion, i Rangers sono stati battuti 1-0. La cosa fantastica, per modo di dire, è che l’allenatore della squadra di casa, nell’ora più gloriosa della storia dei Binos, non era in panchina ma all’altare! Ma se ai tifosi si dice sempre di controllare il calendario prima di fissare matrimoni o battesimi? Schoolboy error!

Sembra che i nuovi padroni del Portsmouth alla fine saranno i tifosi, mettendo fine a mesi di speculazioni su eventuali nuovi proprietari-speculatori. Speriamo che gli amministratori ora alla guida del club non facciano un passo indietro.

Steve Kean, per molti tifosi del Blackburn con un anno di ritardo, è stato esonerato. Le tempistiche dei proprietari indiani dei Rovers lasciano perplessi. In premier salgono le quote di Mark Hughes nella cd sack race, soprattutto con Harry Redknapp disoccupato che si aggira per gli studi televisivi di Sky. Subito dopo pare ci sia Michael Laudrup, la luna di miele con lo Swansea è già finita e sembra che non sia gradito ai senatori della sua rosa.

Per chiudere questo breve resoconto non si può non sorridere alla notizia di Edgar Davids che decide di rimettersi occhiali e scarpini per giocare nel Barnet, al momento forse la squadra più scarsa della Football League. Il motivo? Vive in zona. Se tutti i contratti fossero così facili….