Coerenza e mentalità

Ammetto di aver sbagliato anch’io. Quando ho saputo del sorteggio del secondo turno di FA Cup che avrebbe messo di fronte il Franchise FC e l’AFC Wimbledon, ho pensato: “vado ad urlare tutto il mio disprezzo insieme ai tifosi dei Dons”. Avrei corso il rischio di ritrovami magari non da solo ma quasi. Un breve giro di telefonate mi ha confermato una delle tante qualità che ho spesso riscontrato nei tifosi del Wimbledon, la coerenza.

Per chi ha subito le ingiustizie del 2002, ha visto scipparsi prima lo stadio, poi il club, poi anche la storia e la geografia, questa sfida semplicemente non avrebbe mai dovuto avere luogo. Il Franchise FC (Milton Keynes Dons) non esiste. C’è un nome, c’è una squadra ma ciò che deve esserci per ragioni politico sportive non è detto che possa essere imposto alle migliaia di persone che gli stadi li riempiono con la propria passione.

Da quando è avvenuto lo scempio, migliaia di tifosi da ogni parted’Inghilterra ha boicottato le trasferte a Milton Keynes. Un segno di protesta, un segnale che mai più il calcio in Inghilterra potrà imporre una simile vergogna stile squadra di baseball o basket yankee.  La stessa fanzine WSC quando ha chiesto le previsioni della stagione corrente a rappresentanti di ogni squadra professionistica inglese ha saltato il Franchise, pagina bianca. Ovviamente la partita sarà in TV e speriamo che il Wimbledon vinca ma nessun messaggio sarà più forte dell’assenza dei tifosi ospiti.

Ci vuole forza, la tentazione di andare ad urlare la propria rabbia, o il disprezzo, sarebbe molta ma se per anni si predica l’indifferenza nei confronti di una realtà calcistica formata sul dolore altrui, poi non si può cambiare idea per colpa di un sorteggio beffardo, non si può contribuire alla loro causa pagando il prezzo del biglietto e non si può tradire chi per anni li ha boicottati. Questione di mentalità.

Chi parla di acqua passata sotto i ponti, di lasciar stare, di passare oltre, di dimenticare è fuori strada. Queste sono ferite che non si rimarginano, prepotenze che non si dimenticano,  sono colpe che non si espiano.

Penso che le parole di Simon Wheeler, presidente del WISA, riassumano molto bene il punto di vista dei fans dei Wombles:

“”I won’t be going because I vowed never to set foot there. Emotions would be far too raw and I won’t give any income to that football club so I’ll watch at Kingsmeadow or go to a garden centre or something. It’s a very difficult fixture to think about. I don’t see it as a big passionate football match or a rivalry, which the media want to build it up as.  Our football club was ripped out of my community against the wishes of Wimbledon fans. I have zero excitement and I don’t think it’s a fixture that should ever have happened”

E così sia.

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