Il dopopartita

afc-fansFinalmente questa benedetta o maledetta partita è arrivata e passata. Certo, sarebbe stato meglio che Gregory non avesse fallito l’occasione ad un paio di minuti dal termine e che il tallone di un giocatore qualsiasi in maglia bianca non fosse stato in traiettoria di un tiraccio sporco in pieno recupero. Ma, come dicono in molti, questo è il calcio, questa è la Coppa. Crudele, ingiusto, senza simpatia per il lieto fine. I 90 minuti di gioco mi sono sembrati giocati bene dal Wimbledon, forse nella prima parte un tantino troppo rinunciatario. Pensavo il replay fosse assicurato, così come altri dieci giorni di chiacchiere, ricordi, promesse e minacce. Non è andata così, saranno contenti i new fans della new town, nel loro news ground mezzo cantiere con le bandiere che coprono file e file di seggiolini su cui non si  siederà mai nessuno.

Mi ha fatto male vedere una panchina della squadra di casa con Alex Rae, ex Sunderland, Mick Harford, hard man di un calcio che fu anche ex Wimbledon, e Ian Wright, tanto veloce a parlare di buone cause quanto a saltare su qualsiasi carro che trasporti sacchi di denaro. La sua celebrazione al primo gol del Franchise mi è sembrata alquanto eccessiva.

L’invasione di campo dei tifosi dell’AFC è stata invece tanto spontanea quanto bella, al contrario delle stronzate che i telecronisti hanno dovuto sciorinare da contratto dopo il pareggio di Midson. Il punto è, ma tutte le chiacchiere di boicottaggio prima della gara? Chi scrive ha sposato il pensiero di chi l’ha portato a termine. Mi è sembrata una scelta coerente e coraggiosa. Quando avevo deciso di andare mi ero sentito un ospite in casa d’altri, quando il padrone esce non si rimane seduti in soggiorno. Molti degli attivisti della prima ora, dei carbonari del pallone, non sono andati così come i dirigenti per non mischiarsi con Winkelman durante e soprattutto, come da tradizione inglese, dopo la gara. I 3000 presenti non l’hanno pensata così, alla fine ha vinto la voglia di esserci, di cantare in faccia a “quelli lì” il loro orgoglio e la loro rabbia. Va bene anche quello, è difficile giudicare una scelta del genere e forse anche sbagliato. Poteva andare meglio ma ancora una volta, considerando chi si è affrontato oggi in campo a Milton Keynes, non si può non riconoscere ai tifosi del Wimbledon di aver compiuto un miracolo.

Up the Dons.

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