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Archive for marzo 2013

Poveri polli

20 marzo 2013 Lascia un commento

roversSam Allardyce non ispira simpatia. Sarà il suo modo di fare, il suo sentirsi superiore, più intelligente o semplicemente perchè crede di essere un predestinato a grandi cose nel mondo del calcio. Però nessuno può mettere in dubbio che al comando di una squadra mediocre sa come farla finire a metà classifica. Niente di esaltante, certo, ma difficile che ti faccia retrocedere e in questa epoca di mega diritti tv non è cosa di poco conto. Nel 2009/10 Big Sam guidò il Blackburn Rovers ad un rispettabile 10mo posto in classifica in Premier League e alla semifinale di League Cup. A Novembre (2010) i nuovi proprietari indiani del club, VH Group, sotto il nome di Venky’s London Ltd, un colosso mondiale nella produzione e commercializazione di pollame, decisero di voler un calcio più spumeggiante ed optarono per..err… Steve Kean. Con tanto impegno ma con poca esperienza Kean riuscì a salvare la squadra all’ultima giornata della stagione 2010/11. I tifosi, tirarono un sospiro di sollievo ed aspettarono che i proprietari, tanto assenti quanto inguardabili quando sugli spalti di Ewood Park, investissero quanto promesso e scegliessero un manager meno improvvisato e che potesse garantire una permanenza tranquilla nell’elite del calcio inglese. Invece Kean fu confermato ad oltranza, a dispetto dei risultati sempre più negativi e alla contestazione crescente, quasi si volesse ricordare a tutti i sostenitori che nel braccio di ferro tra società e pubblico è sempre la prima  a vincere. Ma a perdere è sempre la squadra e infatti a fine 2011/12 i Rovers si ritrovarono in Championship, con Kean in panca e milioni di polli in più da vendere per tornare in Premier League. Per qualche misteriosa ragione, l’ex first team coach di Allardyce, fu poi forzato alle dimissioni a settembre, con la squadra terza in classifica nella serie cadetta. Al suo posto Eric Black, fino a quel momento assistant manager, che in un mese fu al timone per sei partite perdendone solo una. Ovviamente i re dei polli decisero di cambiare ancora: questa volta puntarono su un ex giocatore, amato dai tifosi, per cercare di accontentare tutti, il norvegese Henning Berg, nonostante la sua dichiarazione di poche settimane prima quando, intervistato in televisione, aveva dichiarato:  “There are no real managers with credibility who would accept a job like that.”  Neanche il tempo di ordinare il suo primo takeaway che Berg aveva di nuovo le valigie pronte diventando di fatto, dopo 57 giorni, una vittoria e sei sconfitte in 10 gare, il manager durato meno nella storia del Blackburn. polloTempo per un altro caretaker, questa volta Gary Bowyer, visto che Eric Black era stato allontanato insieme a Berg. Quattro partite e 10 punti, forse era arrivata l’ora di un po’ di stabilità. Non per i Venky’s. Perchè non provare un giovane allenatore alla sua terza esperienza stagionale dopo Portsmouth, sull’orlo della bancarotta, e Blackpool, lasciato perchè il Blackburn ai suoi occhi era un club più ambizioso? Contratto di tre anni, come per Berg, offerto a Michael Appleton: giorni in più del norvegese? appena 10, dopo quattro vittorie in 15 partite. Ora, con la squadra a quattro punti dalla zona retrocessione, tocca di nuovo a Bowyer cercare di salvare la baracca. Mi dispiace per i tifosi, non si meritano questo carosello gestito dall’altra parte del mondo da persone che non hanno idea di cosa fare e di come amministrare un club calcistico, irrispettosi di ogni tradizione, presuntuosi e irrimediabilmente ignoranti (nel senso proprio della parola). Dopo l’allontanamento di Berg, in un’intervista al sito della BBC, Glenn Mullan, presidente del Blackburn Rovers Supporters Action Group, aveva avvertito: “Supporters asked for an experienced manager but that is not Henning Berg’s fault. Unfortunately it has not worked out, and it could turn out to be an £80m decision that has gone wrong – because that is how much it is going to cost Blackburn Rovers if they don’t go up this season. We’ve spent a lot of money in the summer, brought in Jordan Rhodes, and are paying Premier League wages. Our operating losses are such that if Blackburn make a mistake with this next appointment, God only knows where we are going to end up. Things are really desperate now and someone needs to be held accountable for this. They have gone out and appointed a manager and after 10 games have held their hands up and said ‘we’ve not got it right’, but in the meantime our club is lying in 17th position. Who is going to be held accountable? These are very worrying times now. Mark Hughes is available and I can’t think of many fans who would not want him back. But would he want the job? From the outside looking in, who wants to work at Blackburn Rovers? Our club has spiralled from being in the play-off places to now being closer to relegation. It’s terrible”. Sarebbe interessante intervistarlo di nuovo adesso. Il Blackburn è un esempio di come è possibile prendere una serie di decisioni folli una volta che il club finisce nelle mani sbagliate. Promesse di investimento, o anche qualche investimento reale in giocatori di spessore, non cancellano l’assoluta inidoneità di certe persone. I Rovers sono un monito, come per anni lo è stato il Leeds. Il prossimo potrebbe essere il QPR. Che i tifosi veglino o sarà sempre troppo tardi.

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Chi si rivede

13 marzo 2013 Lascia un commento

livDomenica scorsa il posticipo di Premier League ha visto di fronte ad Anfield Road Liverpool e Tottenham. Hanno vinto i padroni di casa 3-2, al termine di un entusiasmante confronto tra due compagini alla disperata ricerca di conferme e di rivincite. È ancora presto ma sono già in molti a credere che nel nord di Londra si stia vivendo una fase storica, un power shift da ovest a est, una ridistribuzione di talento, un passaggio epocale. Se da una parte il regno di Re Arsene sembra giunto al capolinea, la maggior parte dei tifosi dei Gunners cambierebbero allenatore domani anche se con il terrore nel cuore che ogni eventuale successore non possa avere lo stesso spessore tenico-tattico del Professore, dall’altra Villa Boas è arrivato in punta di piedi, consapevole dei propri mezzi e con la fiducia nella propria abilità neanche incrinata dal trattamento riservatogli dallo Zar di Stamford Bridge. Il portoghese, nonostante la giovane età sembra fatto della stessa pasta del suo illustre conterraneo ora a Madrid ma più sorridente, simpatico e solare. AVB non ha neanche uno squadrone, il fatto che al primo tentativo rischi di centrare il traguardo Champions League rende il suo lavoro ancora più sbalorditivo. Il Tottenham è una squadra Balecentrica, con il gallese che ormai è entrato definitivamente nell’olimpo dei grandi mondiali. Ma davanti ancora si affida ai soliti piccoletti, Defoe e Lennon, dietro l’unico vero investimento è stato Vertonghen. Vero a gennaio è arrivato Holtby ma per un pugno di pound (se paragonato ai prezzi che girano), insomma Redknapp ha avuto a disposizione una rosa più ampia e completa se vogliamo. Questo per dire che all’ex manager del Porto non è stato offerto un libretto di assegni in bianco appena arrivato ma ha costruito una squadra vera, con un gioco vero, basandosi su quanto a disposizione. Che poi gli Spurs avessero già una dose di talento è indiscutibile ma arrivare e trovare subito la quadra non è cosa da poco, soprattutto a quell’età e dopo l’esperienza traumatica del primo anno in Inghilterra quando in molti lo avevano già liquidato come non all’altezza. Ha forse aiutato il fatto che a White Hart Lane non ci siano primedonne, giocatori da front page piuttosto che da back page dei tabloid. Cosa che non si può dire dei loro ultimi avversari in campionato. È indubbio che Luis Suarez al momento sia più importante anche di Stevie G. Non è una bestemmia. Gerrard è il Liverpool ma Suarez, scandali, accuse e squalifiche a parte, sta dimostrando di essere un attaccante letale. Il che è una fortuna inusuale per i Reds visto che alcuni tra gli ultimi investimenti, soprattutto domestici (Carroll per 30 milioni e Henderson per 20), ancora gridano vendetta. C’è una similarità con il Tottenham: anche ad Anfield l’allenatore è giovane e sta cercando di costruire qualcosa cercando di giocare un calcio intelligente e piacevole all’occhio umano. Lo dicono gli anni passati al Watford e allo Swansea. Ora, se si dimentica l’atroce documentario di cui è stato protagonista ad inizio stagione insieme a tutto lo staff del LFC su Channel 5, è difficile rimproverargli qualcosa. Dopo il fallimento Hodgson-Dalglish, Rodgers è arrivato ereditando una squadra mediocre più Gerrard. Considerando l’enormità anche solo del nome del club che ha accettato di allenare, è normale che solo adesso, verso fine stagione, si vedano i primi frutti di un lavoro che avrà bisogno di anni per arrivare a dei risultati degni delle aspettative del popolo dei Reds. Non so se a fine anno il Tottenham riuscirà a finire tra le prima quattro o a vincere l’Europa League, un trofeo che AVB non ha mai trattato con lo sdegno di tanti suoi colleghi che fanno giocare le terze linee, neanche le seconde. Sa bene che vincere un trofeo è importante, di qualunque trofeo si tratti, perchè aiuta a formare una mentalità vincente.. Non riesco neanche a prevedere dove finirà il Liverpool, anche se sono sicuro che terminerà la stagione in crescendo, ma nel 2013-14 sarà interessante vedere, con un anno di esperienza in più, quanto questi due giovani allenatori riusciranno ad essere protagonisti nella Premier. Le rispettive tifoserie se lo meritano e anche ai semplici appassionati e spettatori neutrali non dispiacerebbe vedere una lotta che non sia sempre confinata alle solite due o tre squadre.

 

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