Poveri polli

roversSam Allardyce non ispira simpatia. Sarà il suo modo di fare, il suo sentirsi superiore, più intelligente o semplicemente perchè crede di essere un predestinato a grandi cose nel mondo del calcio. Però nessuno può mettere in dubbio che al comando di una squadra mediocre sa come farla finire a metà classifica. Niente di esaltante, certo, ma difficile che ti faccia retrocedere e in questa epoca di mega diritti tv non è cosa di poco conto. Nel 2009/10 Big Sam guidò il Blackburn Rovers ad un rispettabile 10mo posto in classifica in Premier League e alla semifinale di League Cup. A Novembre (2010) i nuovi proprietari indiani del club, VH Group, sotto il nome di Venky’s London Ltd, un colosso mondiale nella produzione e commercializazione di pollame, decisero di voler un calcio più spumeggiante ed optarono per..err… Steve Kean. Con tanto impegno ma con poca esperienza Kean riuscì a salvare la squadra all’ultima giornata della stagione 2010/11. I tifosi, tirarono un sospiro di sollievo ed aspettarono che i proprietari, tanto assenti quanto inguardabili quando sugli spalti di Ewood Park, investissero quanto promesso e scegliessero un manager meno improvvisato e che potesse garantire una permanenza tranquilla nell’elite del calcio inglese. Invece Kean fu confermato ad oltranza, a dispetto dei risultati sempre più negativi e alla contestazione crescente, quasi si volesse ricordare a tutti i sostenitori che nel braccio di ferro tra società e pubblico è sempre la prima  a vincere. Ma a perdere è sempre la squadra e infatti a fine 2011/12 i Rovers si ritrovarono in Championship, con Kean in panca e milioni di polli in più da vendere per tornare in Premier League. Per qualche misteriosa ragione, l’ex first team coach di Allardyce, fu poi forzato alle dimissioni a settembre, con la squadra terza in classifica nella serie cadetta. Al suo posto Eric Black, fino a quel momento assistant manager, che in un mese fu al timone per sei partite perdendone solo una. Ovviamente i re dei polli decisero di cambiare ancora: questa volta puntarono su un ex giocatore, amato dai tifosi, per cercare di accontentare tutti, il norvegese Henning Berg, nonostante la sua dichiarazione di poche settimane prima quando, intervistato in televisione, aveva dichiarato:  “There are no real managers with credibility who would accept a job like that.”  Neanche il tempo di ordinare il suo primo takeaway che Berg aveva di nuovo le valigie pronte diventando di fatto, dopo 57 giorni, una vittoria e sei sconfitte in 10 gare, il manager durato meno nella storia del Blackburn. polloTempo per un altro caretaker, questa volta Gary Bowyer, visto che Eric Black era stato allontanato insieme a Berg. Quattro partite e 10 punti, forse era arrivata l’ora di un po’ di stabilità. Non per i Venky’s. Perchè non provare un giovane allenatore alla sua terza esperienza stagionale dopo Portsmouth, sull’orlo della bancarotta, e Blackpool, lasciato perchè il Blackburn ai suoi occhi era un club più ambizioso? Contratto di tre anni, come per Berg, offerto a Michael Appleton: giorni in più del norvegese? appena 10, dopo quattro vittorie in 15 partite. Ora, con la squadra a quattro punti dalla zona retrocessione, tocca di nuovo a Bowyer cercare di salvare la baracca. Mi dispiace per i tifosi, non si meritano questo carosello gestito dall’altra parte del mondo da persone che non hanno idea di cosa fare e di come amministrare un club calcistico, irrispettosi di ogni tradizione, presuntuosi e irrimediabilmente ignoranti (nel senso proprio della parola). Dopo l’allontanamento di Berg, in un’intervista al sito della BBC, Glenn Mullan, presidente del Blackburn Rovers Supporters Action Group, aveva avvertito: “Supporters asked for an experienced manager but that is not Henning Berg’s fault. Unfortunately it has not worked out, and it could turn out to be an £80m decision that has gone wrong – because that is how much it is going to cost Blackburn Rovers if they don’t go up this season. We’ve spent a lot of money in the summer, brought in Jordan Rhodes, and are paying Premier League wages. Our operating losses are such that if Blackburn make a mistake with this next appointment, God only knows where we are going to end up. Things are really desperate now and someone needs to be held accountable for this. They have gone out and appointed a manager and after 10 games have held their hands up and said ‘we’ve not got it right’, but in the meantime our club is lying in 17th position. Who is going to be held accountable? These are very worrying times now. Mark Hughes is available and I can’t think of many fans who would not want him back. But would he want the job? From the outside looking in, who wants to work at Blackburn Rovers? Our club has spiralled from being in the play-off places to now being closer to relegation. It’s terrible”. Sarebbe interessante intervistarlo di nuovo adesso. Il Blackburn è un esempio di come è possibile prendere una serie di decisioni folli una volta che il club finisce nelle mani sbagliate. Promesse di investimento, o anche qualche investimento reale in giocatori di spessore, non cancellano l’assoluta inidoneità di certe persone. I Rovers sono un monito, come per anni lo è stato il Leeds. Il prossimo potrebbe essere il QPR. Che i tifosi veglino o sarà sempre troppo tardi.

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