Passato e futuro

unitedDevo confessare che non me lo aspettavo. Se anche ci avesse pensato, ero sicuro che la sconfitta di misura in Champions League contro il Real e l’ennesima giovane squadra che stava plasmando sarebbero stati due motivi più che sufficienti per allontanare ancora di qualche anno il suo pensionamento e invece Sir Alex Ferguson ha di nuovo preso tutti in contropiede. Come qualche anno fa decise di rimanere in panca dopo aver annunciato di ritirarsi, così ora, invertendo la sua volontà. Parlare del Man Utd senza Ferguson era come rimanere incastrati in un periodo ipotetico senza fine. Era come parlare della fine del mondo dei Maya o delle profezie di Nostradamus, cose che si minacciano ma che regolarmente non avvengono. Cosa succederà al club, ai Glazer, al marketing, ai giocatori, alla stanza trofei dello United senza la guida in campo e fuori dello scozzese? Tutte domande lasciate sospese con la certezza che non avrebbero avuto bisogno di risposte immediate. Un fulmine a ciel sereno vero e proprio per i tifosi dei Red Devils. Dopo 26 anni, 13 titoli di Premier League, 5 FA Cup, 4 Coppe di Lega, 2 Champions League, una Coppa delle Coppe, una Super Coppa Europea, un trofeo intercontinentale e una Coppa del Mondo per Club, senza contare le Charity Shields e simili, sarà quasi impossibile sostituirlo. Tra due settimane Sir Alex chiuderà la sua lunga parentesi ad Old Trafford con 1500 panchine e probabilmente qualche milione di gomme da masticare all’attivo. Come tutti i vincenti, non è stato amato da tutti, anzi. Arrogante, disonesto, testardo, prepotente, permaloso sono solo alcuni degli attributi che gli sono stati riservati da tifosi avversari e dalla stampa che poteva permettersi di criticarlo perchè poteva fare a meno delle sue interviste. Ma anche coloro che parlano animati da invidia o da un’innata antipatia non possono non riconoscere la sua abilità come allenatore. A parte qualche bidone preso negli anni, cosa che succede a tutti, Ferguson è riuscito a ricreare una squadra vincente ogni volta che lo United sembrava alla fine di un ciclo. Ha messo in pratica ogni volta che ce ne è stato bisogno il principio secondo cui nessun giocatore sarà mai più grande del club che rappresenta. Ha preso decisioni coraggiose, forse gli è mancata quella a favore dei tifosi nella lotta contro la scalata dei Glazer, ha sempre protetto i suoi uomini  non permettendo mai a nessuno di prendersi delle libertà nei loro confronti.

Il successore è stato probabilmente scelto da lui, a sua immagine e somiglianza. Per molti forse sarebbe stato suggestivo immaginare Mourinho su quella panchina o, fino a qualche tempo addietro, Guardiola ma la verità è che non serviva il nome ad effetto, ma una persona seria, leale, onesta, un lavoratore, qualcuno che aveva dimostrato di poter farsi valere con mezzi limitati, un pò come lui quando arrivò dall’Aberdeen nel 1986. David Moyes, un altro scozzese senza fronzoli, è tutto questo, non è poco. È un’altra epoca, un altro calcio, un altro United ma sempre con lo stesso obiettivo, vincere, speriamo per loro che non si faccia schiacciare dal peso delle aspettative.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...