Niente biscotti, siamo inglesi.

cswissramble_blogspot_com_Jack-WalkerUltima giornata campionato di Premier League 1994-95. Il Manchester United ha inaugurato da un paio d’anni la sfilza di successi che caratterizzeranno l’era Ferguson. Titolo nel 1992-93 e double nel 1993-94. Sono la squadra da battere, sono la squadra che, grazie ad uno scarto di Trevor Francis, allora allenatore dello Sheffield Wednesday, e di Howard Wilkinson, Leeds, di nome Eric Cantona, incanta gli appassionati dell’Old Trafford. Era dagli anni di Matt Busby che la parte rossa di Manchester non era così orgogliosa dei suoi ragazzi. Si racconta che la finale di FA Cup vinta al replay nel 1990 contro il Palace sia stata di importanza storica per i Red Devils, non tanto per il trofeo finito in bacheca quanto per far riacquistare la fiducia in un allenatore che, chiamato nel 1986, ancora non aveva rispettato le aspettative (o le speranze) della dirigenza. Ma piano, piano Ferguson stava plasmando un paio di generazioni di giocatori e venti anni di vittorie. Dopo la FA Cup, erano arrivate la Coppa delle Coppe, la Super Coppa Europea e la Coppa di Lega. Per il primo titolo nazionale si dovette attendere invece  il 1992-93, il primo anno della neonata Premier League, 10 punti di vantaggio sul Villa e 12 sul Norwich. La stagione successiva il double, in campionato otto i punti dai secondi, questa volta il Blackburn. Guidati da Kenny Dalglish in panchina, dopo l’addio per stress al Liverpool, e dall’ambizione del loro tifoso presidente milionario Jack Walker, i Rovers avevano messo su a colpi di assegno una squadra con i fiocchi, candidata di diritto al ruolo di principale antagonista dello United.

Ed infatti nel 1994-95, nonostante gli uomini di Ferguson avessero avuto la meglio due volte in campionato e anche nella Charity Shield di inizio stagione, l’ultima giornata vede il Blackburn a 89 punti e lo United a 87. I primi sono in visita al Liverpool, i secondi ospiti del West Ham. In teoria non ci sarebbe storia. Data la rivalità tra Liverpool e Manchester sembra quasi scontato, per chi è alieno alla mentalità britannica, prevedere una prova sottotono dei Reds, un successo del Blackburn e addio speranze di terzo titolo consecutivo per la squadra orfana del genio francese che a gennaio di quell’anno aveva deciso di fare pratica di arti marziali sui tifosi del Selhurst Park.

20 minuti dall’inizio delle gare e tutto sembra andare come da copione, Alan Shearer  a segno e Blackburn irraggiungibile. Prima della fine del primo tempo Michael Hughes porta anche in vantaggio gli Hammers. Lo United ha veramente speranze zero, gli Scousers balleranno di gioia anche se sconfitti in casa. Ma se il calcio è imprevedibile quello inglese è quasi impossibile. Prima il pareggio di McClair poi quello di John Barnes, riportano tutto alla situazione di partenza.  Gli uomini di Ferguson, come sempre, ci credono. Attacco dopo attacco vedono i corpi claret&blue spuntare all’ultimo minuto e un super Mikolsko in una difesa disperata di un pareggio che per loro non vuol dire niente se non avere la coscienza a posto di aver fatto il proprio dovere fino alla fine e di non aver deluso i propri tifosi. Al 90mo succede l’imponderabile: una punizione di Jamie Reknapp si infila nel sette. Il figlio d’arte non ha neanche la forza di esultare: sa che il suo gol, che in classifica è ininfluente, spezzerà il cuore dei tifosi dei Rovers che apettano un titolo dal 1914 e forse ai suoi stessi tifosi che dovranno assistere in televisione ad un’altra parata sul bus scoperto dei loro acerrimi nemici. Ma allo United restano solo pochi minuti, quelli di recupero, per trovare un gol che significa vittoria, tre punti, sorpasso e titolo. La diga eretta davanti a Mikolsko regge, lo United non va oltre il pareggio nonostante i perfidi Scouser abbiano fatto invece la loro parte in nome dello sport e del proprio orgoglio. Ad Anfield la gioia della Kop esplode doppiamente al fischio finale: vittoria in casa e titolo alla squadra sconfitta allenata dall’ex beniamino Kenny Dalglish. Jack Walker in lacrime abbraccia i suoi giocatori in campo, i tifosi del Manchester dentro Upton Park si guardano increduli, per non aver segnato due reti agli Hammers e per non aver sfruttato il più improbabile dei regali.

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