Anima in vendita

man cityIl 3 maggio 1998, nonostante una cinquina in trasferta rifilata allo Stoke, il Manchester City per la prima volta nella sua storia retrocesse al terzo livello della English Football league. Al fischio finale anche i padroni di casa salutarono l’allora denominata Division One dando il via ad un pomeriggio di violenze viste di raro negli anni 90. Normale che all’inizio della stagione 1998-99 in molti aspettassero al varco i sostenitori del City per testare la loro rinomata passione, il loro attaccamento alla squadra in periodi di luce, pochi, e ombre, sicuramente più numerose ma mai così scure. E alla prima giornata, sabato 8 agosto, i fans dei citizenzs non delusero, facendo contare più di 32mila presenze nella sfida del Maine Road contro il Blackpool. Per la cronaca la gara finì 3-0 e la formazione di partenza fu Weaver, Edghill, Horlock, Tskhadadze, Wiekens, Vaughan, Mason, Pollock, Goater, Dickov, Bradbury, non esattamente le star di oggi. Alla fine di quella stagione la promozione fu raggiunta in una delle finali piú drammatiche nella storia dei play off. Il Gillingham segnò al minuto 81 e 87. La formazione allenata da Joe Royle accorciò al 90 e pareggiò al quinto minuto di recupero vincendo poi ai calci di rigore. Da lì, dal prato del vecchio Wembley è iniziata la riscossa e poi l’ascesa del nuovo City targato UAE. Credo che se 15 anni fa si fosse detto ai tifosi sponda blu di Manchester che in una dozzina d’anni sarebbero stati campioni d’Inghilterra, probabilmente avrebbero riso fino a morire. Eppure per molti, nonostante coppe e successi, visite al Bernabeu o all’Allianz Arena, quella gara rappresenta il vero spirito del club, quel guardare la disfatta in faccia per poi impazzire di gioia per aver battuto il Gillingham ai rigori. Quella esplosione di passione, quel poter dire per sempre “io c’ero”.  Blue moon, You saw me standing alone, Without a dream in my heart, Without a love of my own. Blue moon, You knew just what I was there for, You heard me saying a prayer for, Someone I really could care for. Mai così vero. Nessun sogno. Solo la sicurezza che l’amore per la propria squadra possa fare miracoli, che dopo tante delusioni possa arrivare una gioia, al 95mo, inaspettata, contro un avversario mai incontrato prima di quella stagione perchè sempre in categorie inferiori. La passione dei sostenitori del City come la loro ossessione per i successi degli inquilini dell’Old Trafford sono state oggetto di libri, studi e interminabili sfottò. Eppure furono loro a lanciare la moda dei gonfiabili allo stadio come ad importare il Poznan anni dopo. Divertimento prima di tutto sugli spalti visto che in campo se ne vedeva poco. Poi il trasloco al freddo Etihad, l’avvento del primo discutibile proprietario straniero, i primi colpi di mercato, l’arrivo degli sceicchi, la pioggia di miliardi, i titoli, i trofei e tutto ad un tratto, come in un film dove si fa un patto con il diavolo, si perde l’anima. 10mila biglietti invenduti in Champions contro la Roma, per la gara decisiva contro il CSKA il club si è umiliato con promozioni da discount alimentare, buy one get one free. Poche volte l’impianto è tutto esaurito, ancora meno quelle in cui si sente il tifo, in cui di fatto gli undici in campo sono aiutati dal rumore generato sugli spalti. Poche settimane fa Mourinho si era lamentato dell’atmosfera a Stamford Bridge dicendo che si era accorto del pubblico solo dopo il gol della sua squadra conro il QPR. Anni fa lo stesso Sir Alex era sbottato contro i tifosi dello United che andavano allo stadio come al teatro ed il suo capitano aveva aggredito quelli da lui definiti prawn sandwich brigade. Però pochi pensavano che il City potesse fare questa fine in così breve tempo, sicuri che per i fans dei citizens non bastassero cinque anni di successi per cancellare un patrimonio di passione costruito su delusioni, traguardi quasi raggiunti e i mavericks degli anni 70. Anzi. In molti avevano pensato, riflettendo sulla discutibile fortuna di essere acquistati da dei milardari arabi, meglio a loro che a altri, se lo meritano per tutto quello che hanno sofferto. Senza pensare che era la sofferenza che li aveva resi tali, diversi, unici. Tutto finito, tutto un ricordo. And then there suddenly appeared before me, The only one my arms will hold, I heard somebody whisper please adore me, And when I looked, the moon had turned to gold, Blue moon, Now I’m no longer alone, Without a dream in my heart, Without a love of my own. Sogni raggiunti, ma a che prezzo?