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29 novembre 2015 Lascia un commento

Brian-Lomax1Lo scorso 2 Novembre si è spento, all’età di 67 anni, Brian Lomax. La triste notizia non ha trovato nessuno spazio, che sia anche una sola riga, oltre i confini del Regno Unito. Eppure, tutte le persone che si riempiono la bocca con parole come “modello inglese” o “partecipazione popolare” avrebbero dovuto prendere nota. Se ad oggi Supporters Direct esiste ed è stata al centro della formazione di 203 trust solo in Gran Bretagna e chissà quanti nel resto d’Europa, se la stessa UEFA incoraggia l’apertura ai tifosi nella gestione dei club, se centinaia di migliaia di persone hanno ancora una squadra da tifare ogni fine settimana, lo si deve a Brian Lomax.

Fu lui che nel lontano 1992 ebbe l’idea, l’ispirazione ed il coraggio di mettersi in gioco, di abbandonare il tradizionale ruolo del tifoso inteso come semplice spettatore contribuente e di iniziare una sorta di attivismo che avrebbe di fatto rivoluzionato il modo di vivere il calcio. Lomax, ricco della sua esperienza prima come addetto alla sorveglianza di persone in libertà vigilata e poi come fondatore della associazione benefica Mayday, che forniva abitazioni temporanee per ex galeotti e famiglie in gravi difficoltà economiche, non fece altro che applicare i principi in cui aveva sempre creduto anche alla sua squadra di calcio, il Northampton Town, che quell’anno rischiava di scomparire (o meglio, a quella di sua figlia, visto che Brian era cresciuto come tifoso dell’Altrincham). Parliamo di principi base, cristiani quasi, di fiducia nel prossimo, di responsabilizzazione consapevole, di approccio disinteressato, di condivisione, di unione di intenti per un bene comune. Da un’intervista a David Conn:

“I believe there are certain very important values in life and that football support embodies them. There is a sense of pilgrimage, of going to a sacred place; there is loyalty, sticking with something through good and bad times. It’s about emotion, about sharing and comradeship, about the whole being greater than the sum of its parts. These are very deeply rooted human needs and I believe that is at the root of people’s love for football and loyalty for their clubs.”

Nel 1992 il “suo” primo trust di tifosi comprò l’8% delle quote della società ed ebbe diritto ad eleggere un direttore nel board (lui stesso). Non più tifosi invitati a partecipare ma presenti di diritto nelle riunioni che contavano. Quando nel 1999 la Football Task Force decise di formare SD non si ebbero dubbi su chi contattare per far partire il progetto. Rimase come presidente fino al 2003 e, dopo essersi ripreso da un infarto, ancora dal 2005 al 2009. Oltre ad essere una ispirazione per chiunque lo avesse incontrato, Brian Lomax era una persona estremamente alla mano, umile, gentile, giusta.  La sua passione era contagiosa, la sua visione del calcio, o meglio del tifo, vedeva un solo modello possibile, quello in cui il ruolo di un club di football dovesse essere sociale e non commerciale. Ciò che rappresenta parte della vita di milioni di persone non può essere liquidato come industria di intrattentimento, dovrebbe essere trattato con molto più rispetto. E Brian Lomax, questo, lo aveva sempre dimostrato. RIP.

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