Save the Den

neilMi viene da ridere ogni volta che sono in uno stadio inglese, di qualsiasi livello, e una delle due tifoserie comincia ad intonare “No one likes us we don’t care”. Come You’ll never walk alone non può non essere associata alla Kop e ai sostenitori del Liverpool in generale, così anche questo celebre riadattamento del brano di Rod Stewart non può essere separato da quelli del Millwall. Anche perchè, bisogna ammetterlo, questo coro è diventato una specie di inno ufficiale e autoreferenziale e non dice altro che la verità. Il Millwall, fuori del proprio quartiere-zona di riferimento nel sud-est di Londra, nel migliore dei casi è ignorato, nel peggiore è odiato o disprezzato. Se ciò è un badge of honour, gli altri se lo possono sognare. La fama dei propri tifosi è quella che è. Tutta meritata, sia chiaro, ma non è l’unica faccia della medaglia. Accanto ai lads, alle firms e al timore e/o rispetto che incutono in tutto il Regno Unito, c’è anche uno dei Community Trust più attivi del paese. I loro progetti di educazione e integrazione raggiungono ogni anno centinaia di ragazzi  che ricevono in questo modo delle opportunità di crescita e inserimento che non prenderebbero neanche in considerazione se non fossero promosse dal club. Da ricordare poi che se da una parte la tifoseria dei Lions è vista come bianca, di destra e working class, dall’altra la comunità arroccata intorno al the Den negli anni è diventata sempre più multirazziale.

Qualche anno fa uscì un fantastico libro di Michael Calvin, Family, che cercò di far aprire gli occhi a tutti coloro i quali pensavano di essersi fatta un’idea della tifoseria del Millwall dopo aver visto al cinema un paio di film scadenti con hooligans feroci e spietati come protagonisti. Gli aspetti che l’autore invece ha trovato affascinanti e ha raccontato nel suo lavoro sono l’attaccamento, il senso d’appartenenza, l’identità, il rapporto onesto, diretto, senza fronzoli o troppe cerimonie, che si instaura tra tifosi e giocatori e/o allenatori della squadra. Il Millwall è unico e non solo per la reputazione che parte dei suoi tifosi si è guadagnata sugli spalti.

Questa stagione sta andando oltre ogni previsione, al momento di scrivere i lions sono comodamente in zona play off, e la cosa non può che farmi piacere vista la stima e la considerazione che provo nei confronti dell’allenatore Neil Harris. Harris è stato una leggenda del Millwall e ha il record di reti segnate con il club nonostante abbia sofferto, combattuto e vinto un tumore testicolare che non aveva soltanto messo in pericolo la sua carriera ma la sua stessa vita. Dopo un paio di parentesi come allenatore d’emergenza finalmente ha ottenuto ufficialmente l’incarico l’estate scorsa. Eppure in agosto sembrava che la luna di miele fosse già finita, dopo aver registrato quattro sconfitte in sei partite di campionato e l’eliminazione dalla Coppa di Lega ad opera del Barnet. Grazie al cielo la proprietà americana ha saputo vedere oltre, ha saputo leggere e aspettare le qualità e il carattere di Harris, combattente vero e uno “della famiglia”. Quando tornò per la sua seconda parentesi al the Den disse “There is something special about this club, it brings out the best in me as a player and a person. It feels like home, it always has done…”

Purtroppo non ci sono solo belle notizie che arrivano da quest’angolo di Londra. Infatti il municipio di Lewisham, dove sorge lo stadio, il centro sportivo con campo coperto, il Community Trust ecc, ha deciso di valutare un’offerta economica della compagnia di costruttori Renewal per vaste aree di terreno intorno allo stadio che al momento il Millwall sta affittando. Anche il club, tre anni fa, aveva presentato un progetto di riqualificazione dell’area circostante il The Den, chiunque lo abbia visitato sa di che parlo, ma nessuna autorizzazione era stata data. Ora questa doccia fredda. Qualora si decidesse di andare avanti e accettare l’offerta di Renewal, l’esistenza stessa del club sarebbe messa in discussione con un difficile se non impossibile spostamento forzato in un’altra zona di Londra. Non solo. Verrebbe meno l’aspetto sociale, il punto di riferimento per la comunità, per gli abitanti, per i ragazzi di Lewisham e Southwark  che per anni hanno potuto contare sull’impegno e il lavoro dei vari Community Schemes.

Per questo invito tutti (i pochi che leggeranno questo post) a firmare la seguente petizione https://www.change.org/p/lewisham-council-defend-our-den-stop-millwall-land-sale-to-property-developers

Maybe a lot of people don’t like you but we do care.