Ospiti e buone maniere

wall2Dopo la vittoria negli ottavi di finale di FA Cup contro i Campioni d’Inghilterra in carica, alla domanda su eventuali preferenze per i prossimi avversari, Neil Harris, manager del Millwall ha risposto “Chiunque basta che sia in casa”. Non c’è da stupirsi, visto che finora il sorteggio ha sempre regalato ai Lions incontri al The Den e che tutti si sono chiusi con una vittoria.

A novembre, nel primo turno, un gol di Romeo a due minuti dalla fine fu sufficiente a superare il Southend United (League One). Phil Brown, allenatore degli ospiti, non la prese bene: “…We were the best side on the park and should be walking away in the draw.” Un mese dopo ecco arrivare il Braintree Town (National League). Nonostante un primo tempo tutto sommato equilibrato, 3-2 il parziale all’intervallo, gli uomini di Harris si aggiudicarono l’incontro con un netto 5-2.

Terzo turno. Gennaio. Quella che una volta era la data piú attesa del calendario calcistico britannico. Pagine storiche, partite indimenticabili, imprese eterne. Dall’urna esce il Bournemouth. Ostacolo vero, una squadra che sta giocando bene e che ad inizio anno ha poco da compromettere. Non lotta per salvarsi nè per arrivare in Europa e potrebbe puntare alla coppa. Invece si presenta con una squadra zeppa di riserve. Non solo, chi gioca sembra che non ne abbia voglia e se non te la senti, forse il The Den è l’ultimo posto dove vuoi passare il sabato pomeriggio.

Il Millwall vince 3-0.  Eddie Howe, giovane e promettente tecnico degli ospiti ammette a fine gara: “I thought they worked extremely hard. It was a big physical test for us – we know what they are like from goal-kicks and corners. I think Neil has done a great job and the crowd played their part. They’ll be very pleased with their afternoon. Whenever you come here you expect that atmosphere and expect the fans to get behind their team. From our perspective we have got to better at dealing with that – it’s only noise. I’ve got no complaints. In terms of the result, Millwall deserved it.”

Sul treno di ritorno da South Bermondsey, parlando con alcuni tifosi, abbastanza allegri, dei Lions, chiedo chi avrebbero voluto pescare nel prossimo turno. “Tottenham” mi dicono senza esitazione scendendo dal treno. “Away!” mi urlano girandosi mentre procedono barcollando verso l’uscita della stazione di London Bridge. Parole profetiche.

Due giorni dopo, le palline pescate dal sacchetto di velluto dicono invece Millwall v Watford. Di nuovo una formazione di Premier che pensa di cavarsela facendo giocare le seconde linee. Un’altra sorpresa. Un altro allenatore, meno signore del precedente, che se la prende con le tattiche della squadra di casa, come se fosse proibito puntare sulla fisicitá invece che sulla tecnica: Mazzarri, dopo la sconfitta per 0-1 con gol incassato (da Morison) al minuto 85, afferma:“Here at Millwall it is not easy. It was almost a war and a very aggressive game. It almost seemed like a wrestling match at certain moments. I think if someone deserved to win, especially in the second half, it was Watford also because of the penalty and a lot of the fouls which were not conceded in our favour…Millwall were very aggressive and tried to do some fouls on the limit of regulation. We were the only team that tried to play football aside from the penalty we deserved. I’m still convinced of my thoughts.”

Per gli ottavi di finale arriva in South London un altro allenatore italiano sotto pressione, Claudio Ranieri. Come dicono da queste parti, l’attaccante giapponese Okazaki si scorda gli scarpini a casa e il Leicester non riesce a passare. Ci pensa Cummings all’ultimo minuto a qualificare la truppa allenata da Neil Harris rimasta in 10 ad inizio ripresa. Anche qui, strette di mano a fine partita a parte, l’umore non è dei migliori:

A Leicester City spokesman said: “We have personally congratulated Millwall on a merited victory and wish them every success in the sixth round. However, following receipt of numerous complaints relating to the constant abuse, provocation and intimidation of our players, staff and supporters from our arrival at the stadium, throughout the match and its immediate aftermath, we have registered our dissatisfaction with the FA. We are awaiting the FA’s response. The club accepts the defeat, but we simply will not accept the safety of our supporters, players and staff being compromised.”

Risponde il Millwall: “We have been made aware of these allegations today and are extremely disappointed that Leicester City, as is the professional protocol in such instances, did not raise them on the day of the game itself.This morning we received an email from Leicester thanking Millwall Football Club for the hospitality extended to them so are surprised that these serious allegations, which should have been discussed on the day, have come to our attention in the manner they have.”

Per i quarti di finale il problema dell’ambiente intimidatorio del The Den non si porrá. Come auspicato dai tifosi incontrati dopo la vittoria contro il Bournemouth, il Millwall se la vedrá con gli Spurs a WHL (Domenica 12 alle 14), una partita che in molti, soprattutto la Metropolitan Police, avrebbe voluto evitare. Di fronte all’enorme richiesta di biglietti per il settore ospiti il Tottenham ha cercato di limitarne l’affluenza richiedendo alla FA di ridurre la quota prevista per le squadre in trasferta.

Dal sito della BBC: Millwall fans were on Wednesday able to buy tickets for their team’s FA Cup quarter-final at Tottenham later this month after a disagreement over allocation for the League One club was resolved. Millwall were originally offered only 2,800 tickets for the tie at White Hart Lane on March 12, even though they would have been entitled to about 4,000. But after discussions between both clubs, as well as talks with the local Safety Advisory Group comprising representatives from the emergency services and the council, Millwall’s allocation was set at 3,681. It is lower than the offer made to both Aston Villa and Wycombe, who visited White Hart Lane in the third and fourth rounds respectively, but substantially higher than the original proposal.

wallLa tensione è alta e la bravata fatta da alcuni sconosciuti (vedere foto) ha scatenato i teppisti da tastiera facendola alzare ancora di piú. Ai graffiti lasciati fuori al The Den sono seguiti altri, senza minacce, fuori a White Hart Lane. La rivalitá tra queste due tifoserie negli anni è cresciuta a dismisura e ora la possibilitá di incrociarsi in coppa la potrebbe far esplodere. “Colpa” di Neil Harris e dei suoi giocatori, era dal 1936/37 che il Millwall non eliminava tre squadre della massima divisione in un cammino di FA Cup.

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