Home > Fans > Invasione

Invasione

Quando ho deciso di andare all’ultima partita casalinga stagionale del Leyton Orient non ho visto neanche chi fosse l’avversario. Per me è stato solo un segno di rispetto per un club che dopo 112 anni nella Football League è stato distrutto in un paio di primavere da un clown malato di protagonismo con la fedina penale discutibile e passaporto italiano. Di fatto la retrocessione era stata già confermata a Crewe una settimana prima. Un verdetto scontato ma a cui nessuno voleva veramente rassegnarsi. In rete si parlava di una protesta organizzata dal LOFT (il Trust dei tifosi degli O’s) nel parchetto vicino al Brisbane Road e con un misto di curiosità e solidarietà mi sono presentato non sapendo bene cosa aspettarmi. Non avrei dovuto preoccuparmi. Al cento del parco, nel posto in cui dovrebbe solitamente sedere una banda musicale, qualche tifoso ha preso la parola, chi più seriamente, chi intonando coretti e canzoni preparate per l’occasione. Cartelli, striscioni e adesivi in giro non lasciavano adito a dubbi su chi fosse l’obiettivo della rabbia composta ma decisa di queste 150-200 persone. Ma nel complesso sembrava più una festa, visto che in contemporanea c’era un mercatino di street food con le varie bancarelle alle prese con un insolito numero di clienti.

Mi rassegno a farmi rapinare per un biglietto ospiti, visto che l’Orient ha deciso di non vendere tagliandi per i settori dei tifosi di casa il giorno della partita. 24 sterline nel fondo Becchetti mi sono pesate parecchio. Do un’occhiata e vedo che sto entrando con i sostenitori del Colchester, una squadra che non mi piace ma me ne faccio una ragione, non sono qui per la partita ma per la protesta.

Niente. Pochi cori (intonati contro Beccietti tra le altre cose), un mini striscione fatto con lo spray all’ora di colazione probabilmente. Anzi, con mio stupore i tifosi in trasferta sfottono e deridono i loro sfortunati avversari. Il Colchester passa in vantaggio, gli animi già surriscaldati esplodono. Una truppa di giovani e meno giovani dal settore adiacente cerca di entrare senza troppa convinzione in quello degli ospiti. Segue catena di poliziotti e steward che di fatto mi condannano ad assistere ad un’ora di persone che fanno gesti, si insultano e si danno appuntamento fuori sapendo che non andranno mai. Cresce l’antipatia per chi mi circonda e allo stesso tempo mi chiedo se davvero quelli dell’Orient sono pronti a giocare l’ultima partita casalinga in EFL per chissà quanto tempo dimostrando una compostezza che rasenta l’indifferenza. Poi finalmente succede. Oh yes…

Mancano sei minuti, il Colchester ha da poco segnato il terzo gol, da ogni settore dello stadio, escluso quello in cui siedo io, la gente comincia a riversarsi in campo. La concentrazione di pettorine gialle di ogni tipo dalle mie parti ha lasciato sguarnito il resto dell’impianto. In nessun modo si possono arginare le centinaia di persone che entrano sul terreno di gioco. Grandi, finalmente, penso, ora sì. Me ne stavo quasi per andare deluso, stufo di essere associato con i dementi che mi circondavano quando finalmente la protesta che stavo aspettando, che stavo auspicando, prende forma.

Invasione del tutto pacifica. Inutili i tentativi di invito ad uscire, a sgomberare il terreno di gioco. Non si vuole che la partita ricominci, si vuole lasciare un buco nel calendario, che risulti la gara sospesa. Alla fine più di un’ora dopo viene data la notizia. Nel frattempo anche i tifosi ospiti che prima avevano giocato a Green Street si rendono conto che per i fans degli O’s c’è molto di più in gioco dei loro tre punti e che, a tavolino o no, loro li avranno e potranno continuare a sperare di finire nei play off per un’altra settimana. Ci sono cori e applausi, finalmente solidarietà tra tifosi, non si sa a chi può toccare domani. La gente sfolla ma quasi due ore dopo l’interruzione del gioco, le due squadre rientrano in campo e sono costrette a giocare gli ultimi sei minuti davanti agli spalti vuoti per convalidare il risultato finale.

È l’ultima menzogna del sistema, usata per far uscire le persone ma che, se possibile, fa ancora più danni. Già lega e federazione non sono viste di buon occhio in questo corner di east London, da ieri ancora meno. Avranno anche omologato la partita ma il motivo per cui sarà ricordata, e se ne è parlato in tutto il Regno Unito, è per l’invasione di campo.

Il 12 giugno si deciderà se l’Orient fallirà oppure no. I tifosi si stanno preparando, Becchetti, che ieri ha annunciato con sospetto tempismo di aver pagato stipendi e tasse arretrate (come se meritasse un premio per questo) dovrà decidere se fare la scelta decente di sparire o se continuare come sovrano di un regno in rivolta, che lo odia e che è pronto ad invadere il rettangolo verde ad ogni partita interna.

Il calcio è dei tifosi. Di usurpatori di titoli sportivi malati di protagonismo se ne sono visti tanti e non lasciano traccia. Possono durare più o meno a lungo ma il loro destino è un buco nero, un ricordo annebbiato durante una chiacchiera al pub, anni dopo, quando chi ama e resta cercherà di ricordare quel nome tanto odiato…Beccietti…Bekketti…whatever…

Annunci
Categorie:Fans Tag:
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: