La scelta che non ti aspetti

moyesCerte scelte sono difficili da spiegare. Che Slaven Bilic avesse i giorni contati si era capito da un pezzo. Che esonerarlo fosse la cosa giusta da fare è opinabile. Nella sua prima stagione guidò il WHU al settimo posto e in Europa. Purtroppo per lui, e per tutti i tifosi degli Hammers, il 2015/16 fu anche l’ultima ad Upton Park e le difficoltá di adattamento nel nuovo stadio che seguirono sicuramente hanno pesato sul giudizio finale di qualche giorno fa. Gli Hammers lo scorso anno hanno stentato, giocando solo a sprazzi, mostrando spesso una difesa imbarazzante, poche idee e giocatori non proprio concentrati e determinati. Poco è cambiato in questi primi tre mesi della nuova campagna e, come sempre, i proprietari hanno optato per prendere la decisione più comoda e facile, allontanare l’allenatore nonostante la sua passione e il suo attaccamento ai colori che, di questi tempi, non sono poco. Le prestazioni ultimamente erano state talmente deludenti che in molti si erano rassegnati, più che convinti, che un cambiamento, qualsiasi, fosse necessario e che probabilmente un nuovo tecnico avrebbe dato una scossa a tutto l’ambiente.

Sarebbe stato bello filmare la reazione dei giocatori claret&blue all’annuncio del nome del successore di Bilic, David Moyes, dubito che in molti si siano lasciati andare a scene di entusiasmo. Chi scrive sinceramente pensava che mai e poi mai Moyes potesse aspirare ad una panchina di Premier League dopo l’esperienza tragica con il Sunderland.

Certo, non che la colpa del disastro nel Wearside sia solo dell’ex allenatore di Everton e ManU, come si può intuire guardando l’attuale posizione in classifica dei black cats in Championship, ma che in un anno abbia tagliato del tutto le gambe ad un club che si era appena rialzato sulle ginocchia grazie all’approccio no-nonsense di Big Sam è fuori di dubbio. Nelle prime 10 gare della stagione il Sunderland aveva messo insieme appena due punti e a fine stagione le sconfitte erano state 26 su 38 partite, sei le vittorie, 29 i gol segnati. La critica maggiore rivoltagli non è stata sul gioco, che non c’era, o sulle tattiche, primitive, ma sull’approccio completamente negativo, pessimista, piatto, esasperante. Per molti uno dei motivi di una stagione così disastrosa è stato il suo non averci mai creduto. Giá dal suo arrivo aveva spiazzato tutti dicendo che sarebbe stata dura rimanere in EPL e da lì in poi le cose sono andate solo peggio. Incapace di ispirare fiducia, grinta o qualsiasi reazione di carattere, Moyes ha assistito immobile e impassibile al declino della sua squadra per poi dare le dimissioni appena confermata la retrocessione.

Eppure il Sunderland era stato il club che gli aveva ridato la possibilitá di rilanciarsi dopo una parentesi tutt’altro che fortunata in Spagna con la Real Sociedad. Anche lì si erano cercate giustificazioni, l’adattamento, il calcio differente, per capire il perché di un gioco così remissivo, negativo, triste. Dopo tutto a San Sebastian era arrivato dopo essere stato scelto personalmentre da Alex Ferguson alla guida del Manchester United e aver perso il posto solo perché annientato dalla aspettative impossibili di un ambiente che non avrebbe accettato nessuno veramente dopo l’addio dello scozzese. Sunderland, Real Sociedad, ManU, tre fallimenti. Andando a ritroso, resta l’Everton, la panchina su cui Moyes ha costruito la sua reputazione in 11 stagioni.

La più positiva si concluse con il quarto posto del 2004/05, purtroppo per i tifosi dei toffeemen la stessa che terminò con il miracolo di Istanbul sponda Reds. Dopo, solo degli onesti piazzamenti, tra quinto e ottavo posto, senza mai minacciare veramente le top four, senza mai diventare la prima squadra della cittá. Nonostante questo, molti furono pronti a  lodare la sua serietá, il suo calcio senza fronzoli,  il suo fare “miracoli” senza avere grande risorse a disposizione. Lo United doveva essere la sua consacrazione, è stata la sua croce.

Una croce che è passata per i Paesi Baschi, il Nord-Est dell’Inghilterra e che ora è piantata nell’est di Londra. Da un’indagine fatta sul sito della BBC sembra che più del 55% dei tifosi del West Ham pensi che la scelta di Moyes sia quella sbagliata. Non vedo come dar loro torto. Lo scozzese non sembra una figura capace di generare reazioni d’orgoglio nel breve termine, di dare entusiasmo, di caricare un ambiente alla disperata ricerca di un condottiero, di un leader, che faccia uscire giocatori e pubblico da questo momento di grigiore generale per guidarli verso la luce. Sembra un film giávisto, per i sostenitori degli Hammers spero che non si tratti di quello girato la scorsa stagione

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