Big Dunc

Ripubblico qui sotto un pezzo scritto per la fanza di un amico qualche tempo fa. In attesa di poter tornare a scrivere sul blog in modo più regolare.

duncQuando più di dieci anni fa Carl Bishop decise di entrare a rubare in una villetta nella cittadina di Formby non aveva fatto bene i compiti a casa. Poteva aspettarsi di svegliare i padroni di casa e forse aveva anche pensato a come farli tacere. Quello che non aveva calcolato era vedersi comparire davanti in vestaglia Duncan Cowan Ferguson, 1.95 m di pura rabbia scozzese. Dopo l’arresto non fu certo una sorpresa per la polizia che il delinquente provasse a denunciare l’ex centravanti di Everton and Newcastle per maltrattamenti, era successo già due anni prima quando, in una situazione identica a Rufford, uno dei due ladri riuscì scappare mentre l’altro fu ricoverato per tre giorni in ospedale prima di finire in prigione.

Big Dunc, o anche Duncan Disorderly per dare meglio l’idea, era arrivato in Premier League già con una certa fama via Dundee United e Rangers. Walter Smith, che lo aveva visto crescere a Tannadice Park, lo aveva poi comprato una volta sulla panchina ad Ibrox per 4 milioni, un record nel lontano 1993. Un anno dopo Joe Royle lo volle a Goodison Park, sempre per la stessa cifra, ma dovette aspettare qualche mese però perchè nel frattempo Big Dunc era finito a sua volta dietro le sbarre. La testata rifilata in campo a John McStay del Raith Rovers, non vista da arbitro e guardalinee, fu considerata dopo la prova tv da codice penale e classificata come “assault”. Visto che era la terza volta che Ferguson veniva processato per lo stesso reato, dopo una rissa ad un fermata dei taxi e una in un pub, andò dritto in prigione. L’incidente, oltre ad essere il momento più difficile della sua carriera rappresentò anche la fine della sua storia in nazionale dopo solo sette presenze visto che il giocatore non perdonò mai la SFA per non averlo difeso.

Fu durante quel periodo che nacque invece un legame fortissimo con i suoi nuovi tifosi. L’appoggio dei fans dell’Everton quando il mondo gli aveva voltato le spalle fu una cosa che Ferguson non dimenticò mai. Loro si erano subito innamorati del suo stile battagliero e il fatto che nel suo primo Merseyside derby, quando ancora in prestito dai Rangers, aveva realizzato una rete aiutando i Blues ad aggiudicarsi la sfida 2-0 era stato il perfetto biglietto da visita. Quando l’allenatore Joe Royle decise di rendere il suo trasferimento permanente lo definì “the biggest thing since Dixie”, facendogli forse il complimento più generoso che si possa fare ad un giocatore dei Toffees. In un’intervista commovente quando anni dopo fu ceduto al Newcastle a sua insaputa, e dell’allenatore Walter Smith, per fare cassa, Big Dunc affermò:

 “I will never, ever forget the Everton fans and I mean that. They will be with me forever. When I was in jail it was a very difficult time in my career and my life and they stuck by me. All the letters I got then I appreciated so much; they made a hell of a difference. Everything they were saying to me I will remember. They were encouraging me and saying “keep your chin up”. It did help. The support I received from the people of Liverpool was special. Everton fans will be in part of my blood because of the way they stood by me. Their loyalty to me was one of the main reasons why I love Everton so much. I will always have fond memories of the club. Getting to captain the club and wearing the Number 9 shirt after so many other great names meant a lot to me. Maybe you don’t realise how much at the time, but I did genuinely love the fans and the club.”

L’avventura nel North East iniziò male e continuò peggio: una serie di infortuni non gli permisero mai di provare il proprio valore e dopo un paio d’anni era di ritorno all’Everton pagando la sua clausola rescissoria. I problemi fisici continuarono ma un altro gol al Liverpool con esibizione del suo tatuaggio con lo stemma dell’Everton non fece altro che aumentare il suo cult status nella parte blu della Scouse Nation.

Con gli anni molti giocatori si calmano ma il suo temperamento non cambiò mai, anzi: nel 2002 fu espuslso per aver colpito con un pugno Bo Hansen del Bolton e più tardi fu sospeso due mesi dal club per una lite con il manager David Moyes. Nel 2005/06 un altro pugno colpì Paul Scharner del Wigan e Pascal Chimbonda gli fu tolto da sotto le mani prima che lo potesse smontare. Oltre a segnare contro il Liverpool non è facile dimenticare quando scaraventò a terra Paul Ince come se fosse uno straccio o quando prese per la gola Jason McAteer quasi alzandolo da  terra (tutto su youtube).  In tutto fu espulso otto volte in Premier League (più una in SPL), un record che divide ancora con Patrick Vieira. Il suo record disciplinare oscura comunque il fatto che nessun giocatore scozzese ha segnato più reti in EPL (85).

Come ricordarlo? ll suo semplice desiderio, espresso con molta umiltà e rivolto di nuovo ai suoi adorati tifosi del Toffees fu “Hopefully they will see me as someone who put his heart into the club and did his best for them.”

They certainly did.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...